Politica

Dl antisemitismo: Anpi, gravissima lesione a diritti libertà politica

Foto LaPresse - Claudio Furlan 10/08/2019 Milano , Italia Cerimonia in ricordo del 75/mo anniversario dell'eccidio di piazzale Loreto

L’Anpi nazionale “aderisce e partecipa al presidio promosso per le 13 del 9 settembre davanti a Montecitorio contro l’approvazione del cosiddetto ‘disegno di legge contro l’antisemitismo’ perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese”. Lo rende noto l’Associazione nazionale partigiani.

“Il contrasto e la condanna dell’antisemitismo, espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l’art. 3 della costituzione, è stato, è e sarà un impegno costante dell’Anpi che in più occasioni ha anche chiesto e sollecitato l’intervento delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi italiane. Assieme, il comitato nazionale ribadisce l’importanza di un dialogo franco, aperto e continuo con le comunità ebraiche sia a livello nazionale che territoriale – in particolare in un momento storico così tragico – per la ricerca di un terreno comune sui temi dell’antifascismo e delle celebrazioni del 25 aprile, nella chiarezza del confronto politico”, prosegue l’Anpi.

“Il comitato nazionale ribadisce che l’Anpi, richiamandosi ai principi fondativi della resistenza, della costituzione italiana e del diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra”, prosegue l’associazione in una nota.

“Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell’onu ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di una intera popolazione. Il comitato nazionale dell’Anpi denuncia la complicità del governo italiano nella politica criminale di Israele, in quanto il governo non ha mai fatto cessare il commercio di armi con tel aviv e si opposto in ogni modo alla sospensione dell’accordo commerciale fra unione europea e israele, nonostante tale accordo fosse esplicitamente condizionato dal rispetto dei diritti umani”, continua l’Anpi per cui “la questione palestinese non è solo geopolitica, ma profondamente etica e storica. L’associazione richiama il dovere della memoria: chi ha conosciuto il fascismo, le deportazioni, le leggi razziali e i crimini contro l’umanità non può restare indifferente davanti al popolo palestinese che è stato privato di diritti, terra e futuro.

In questa prospettiva, la difesa del popolo palestinese non è mai assimilata all’antisemitismo, che l’anpi condanna senza ambiguità.

al contrario, ribadiamo la fermezza dei nostri principi e dei nostri valori nella memoria della dolorosissima storia del popolo ebraico, delle persecuzioni e delle discriminazioni, che culminarono con il nazifascismo, con le leggi razziali del1938, fino all’abisso della Shoah”.

“La posizione dell’Anpi sulla Palestina si colloca in una visione coerente con i valori della resistenza, dell’antifascismo e della costituzione italiana: opposizione a ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio; difesa del diritto internazionale; solidarietà attiva con i popoli oppressi, lotta ad ogni forma di razzismo e discriminazione razziale. L’Anpi rimane fermamente convinta del diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli, come stabilito dalle norme del diritto nazionale ed internazionale e per questa ragione ribadisce la richiesta al governo italiano di immediato riconoscimento dello stato di Palestina”, conclude la nota.

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