La guerra di Putin

Droni russi sulla Polonia: minaccia, errore o provocazione ucraina?

di Giuliano Longo (*)

La Polonia afferma che 19 droni  russi, sono entrati nel suo spazio aereo con un’operazione durata tutta la notte il 9 settembre e l’aeronautica militare polacca ha cercato di rintracciarli e abbatterli.

Secondo il primo ministro polacco, Donald Tusk, quattro di essi sono stati distrutti, e i restanti sono stati rintracciati.  La Polonia ha attribuito la responsabilità dell’attacco al suo territorio alla Russia e ha dichiarato che, in quanto membro della NATO, ha invocato l’articolo 4 della Carta della consultandosi con tutti gli alleati,

Non solo, il primo ministro polacco Tusk ha affermato in che siamo ai limiti della terza guerra mondiale. Una dichiarazione che avviene dopo che a maggio è stato eletto a presidente l’uomo di destra  Karol Nawrocki  ostile al coinvolgimento del suo Paese nel conflitto Ucraino.

Attizzare il mai spento nazionalismo polacco potrebbe anche giovare a Tusk per le prossime elezioni politiche previste per l’ottobre 2027 che si presento dagli esiti incerti

A questo punto esistono prove sufficienti a sostegno di un’azione ai sensi dell’Articolo 4? Questo articolo come il 5, richiede il consenso della NATO, ovvero il sostegno di tutti i membri e nel corso degli anni, l’Articolo 4 è stato invocato 7 volte.

La Nato  non si è ancora pronunciata sulla fondatezza della tesi polacca nell’accusa alla Russia di aver violato lo spazio aereo. Non c’è certezza sui tipi di droni utilizzati, ma c’è la foto di un drone (che non sembra danneggiato) a terra, un Gerbera, iraniano e la foto di qualche casa rurale scoperchiata..

La Bielorussia afferma che alcuni droni provenienti dal suo territorio, a causa delle interferenze dell’Ucraina, si sono diretti in Polonia e che la Bielorussia ha informato le autorità polacche.

Ciononostante, è abbastanza certo che non siano stati utilizzati sistemi di difesa aerea polacchi, come il Patriot, il che suggerisce che nessuno dei droni si trovasse in prossimità di installazioni militari o governative sensibili o di importanti snodi di transito militare.

I russi hanno negato che i loro droni siano stati utilizzati in Polonia, insistendo sul fatto che quelli impiegati mercoledì notte contro Leopoli e altri obiettivi nell’Ucraina occidentale non avevano la gittata necessaria per attaccare obiettivi polacchi significativi.

I russi potrebbero invece lanciare droni contro l’Ucraina occidentale dalla Crimea e dalla Bielorussia e almeno alcuni dei droni segnalati sulla Polonia provenivano dallo spazio aereo bielorusso.

Ma poco  chiaro è il motivo per cui la Russia dovrebbe lanciare un attacco alla Polonia, provocando  una risposta NATO che potrebbe portare a un conflitto più ampio nella regione.

O perché la Russia dovrebbe inviare droni in una missione inutile invece di andare alla giugulare e colpire depositi di rifornimenti, basi militari e, possibilmente, sistemi di difesa aerea polacchi. Quindi è anche possibile che dei droni russi siano stati dirottati da hacker ucraini e inviati in Polonia per provocare una reazione NATO.

Causare un incidente del genere potrebbe potenzialmente infiammare la NATO portando  più armi e finanziamenti per l’Ucraina e contribuire a  convincere i polacchi a inviare truppe in una forza di sicurezza multilaterale, qualora ne venisse creata una.

Finora, la Polonia si è rifiutata di partecipare alla forza di sicurezza proposta dal presidente francese Macron e dal primo ministro britannico Starmer, ma l’’ingresso di droni russi nello spazio aereo polacco non è sufficiente a dimostrare che fossero  sotto il controllo russo, mentre non è da escludere che si tratti di un casus belli voluto da Kiev e dall’intelligence occidentale, in particolare l’l’MI6 britannico.

Il ministero degli esteri russo  ha fatto notare che “La massima distanza di volo dei droni russi impiegati nell’attacco, che presumibilmente hanno attraversato il confine con la Polonia, non supera i 700 km”, e  soprattutto che “siamo pronti a condurre consultazioni su questo tema con il Ministero della Difesa polacco”.

Nell’arco della giornata di eri dai paesi europei è stato un unisono di allarmismo che ha rasentato l’isterico, con Ursula von der Leyen che ne ha approfittato per riaffermare la necessità di continuare ad armare l’Ucraina. “Posso anche annunciare che l’Europa anticiperà 6 miliardi di euro dal prestito G7 e stipulerà un’alleanza sui droni con l’Ucraina”.

Tuttavia è proprio dalla Nato che arriva l’invito alla prudenza. Fonti dell’Alleanza Atlantica hanno fatto notare che non c’è stato “nessun attacco”, bensì “un’incursione”, mentre l’incaricato d’affari russo in Polonia, Andrey Ordash, ha affermato che l’unica cosa certqa è che  “questi droni sono arrivati dall’Ucraina”.

Ancora più deludente per i “volenterosi europei” la laconica dichiarazione di Trump: “Perché Russia viola spazio aereo polacco? Ci risiamo”. Il che potrebbe lasciare intendere che il presidente americano condivida in qualche modo la posizione di Mosca.

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