I recenti dati Eurostat sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche delineano un quadro preoccupante, evidenziando un profondo divario tra ciò che acquistiamo e ciò che riusciamo a riciclare. Questo fenomeno si oppone drasticamente al concetto di sviluppo sostenibile e mette a rischio l’autonomia industriale europea. Recuperare correttamente i rifiuti elettronici (RAEE), infatti, non è solo una questione ambientale, ma una necessità strategica per riappropriarsi di materie prime preziose fondamentali per la transizione digitale e verde.
Il problema nasce da una responsabilità collettiva che coinvolge diversi attori. I produttori faticano a implementare sistemi di raccolta efficienti, mentre il legislatore non ha ancora creato un quadro normativo capace di rendere lo smaltimento un’operazione semplice e quotidiana. Allo stesso tempo, i consumatori spesso ignorano il valore nascosto nei vecchi cellulari o nei cavi dimenticati nei cassetti, favorendo involontariamente flussi di smaltimento illegali o impropri.
I numeri parlano chiaro: nel 2023, a fronte di oltre 32 kg di nuovi dispositivi immessi sul mercato per ogni cittadino europeo, ne sono stati raccolti correttamente meno di 12 kg. Questo significa che recuperiamo appena un terzo di quanto acquistiamo. I restanti 20 kg pro capite restano accumulati nelle nostre case o finiscono in canali di smaltimento non monitorati. Mentre l’immissione di nuovi prodotti è quasi raddoppiata dal 2015 a oggi, la capacità di raccolta è cresciuta a un ritmo molto più lento, segnando un pericoloso ritardo.
In questo scenario, l’Italia si trova in una posizione critica. Con circa 33 kg di nuovi dispositivi acquistati per abitante, superiamo leggermente la media europea, ma ne raccogliamo appena 8,6 kg, un dato significativamente inferiore alla media UE. Paesi come la Bulgaria dimostrano che un equilibrio tra immesso e raccolto è possibile, mentre realtà come i Paesi Bassi e l’Italia mostrano un divario quasi quadruplo tra acquisto e riciclo. Senza un cambio di passo nella gestione di questi rifiuti, continueremo a sprecare risorse essenziali per il futuro economico e tecnologico del continente.
Gi. Pia.
