Economia e Lavoro

Energia: Confartigianato, su bollette Pmi Italia peso fisco + 47,4% rispetto Ue

“Le bollette energetiche che pagano le Pmi italiane sono gonfiate dal fisco, il cui peso maggiore è del 47,4% rispetto all’Ue”. Lo rileva Confartigianato in un’analisi che viene presentata durante la 22° edizione dell’annuale convention ‘Energies and Sustainability Confartigianato High School’, organizzata dalla Confederazione in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI, Multienergia. “A gonfiare il costo dell’elettricità dei piccoli imprenditori italiani- evidenzia Confartigianato – contribuisce il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali): è superiore del 47,4% rispetto alla media UE, con un carico pari a 5,44 centesimi/kWh, il terzo più alto in Europa dopo Polonia (7,41 centesimi) e Cipro (7,32 centesimi)”. “Il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi: le grandi imprese energivore italiane registrano, infatti, un prelievo fiscale inferiore alla media europea, mentre le imprese con i consumi minori, inferiori a 20 MWh, subiscono il divario più elevato, pari addirittura al +75,5% nel confronto con l’UE. Quindi, più l’impresa è piccola, maggiore è lo svantaggio rispetto all’Europa”, fa notare Confartigianato. Poi il quantum dei pagamenti a svantaggio delle Pmi.

Pmi pagano 3,7 mld in più di media Ue

 

Le micro e piccole imprese italiane pagano per l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea, con un peso del fisco in bolletta maggiore del 47,4% rispetto all’Ue. Secondo il rapporto di Confartigianato, la bolletta elettrica delle piccole imprese italiane è oggi tra le più costose d’Europa: 25,99 centesimi di euro/kWh, un prezzo che supera del 17,9% la media UE (22,04 centesimi/kWh) e che colloca l’Italia al terzo posto nell’Unione europea, dietro Irlanda (28,33 centesimi) e Germania (26,06 centesimi). E a gonfiare il costo dell’elettricità dei piccoli imprenditori italiani contribuisce il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali). Confartigianato ha stilato la classifica delle regioni e province con il maggiore extracosto ‘elettrico’ pagato dalle piccole imprese rispetto alla media europea. In testa alla graduatoria regionale si posiziona la Lombardia con 700 milioni di euro, seguita da Veneto (376 milioni), Emilia-Romagna (338 milioni), Puglia (280 milioni), Toscana (265 milioni), Piemonte (262 milioni), Campania (247 milioni) e Sicilia (239 milioni). A livello provinciale, il maggiore divario della bolletta elettrica delle piccole imprese rispetto all’Europa si registra a Brescia (135 milioni), Milano (123 milioni), Napoli (108 milioni), Taranto (100 milioni), Bergamo (97 milioni), Torino (89 milioni), Verona (82 milioni), Treviso (66 milioni), Vicenza (66 milioni), Padova (66 milioni), Udine (66 milioni) e Varese (66 milioni).

Granelli, riequilibrare peso fisco, Pmi pagano anche per grandi

 

“Il caro-energia frena la competitività delle piccole imprese. Tra gli interventi strutturali da attuare con urgenza c’è il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema nelle bollette elettriche delle diverse dimensioni di imprenditori, perché oggi penalizza le piccole aziende costrette a pagare anche per i grandi energivori. Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa. Se vogliamo difendere il made in Italy e accompagnare davvero le imprese nella transizione energetica, non possiamo continuare a far pagare alle più piccole un prezzo più alto proprio per l’energia che serve a produrre”.

RED

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