Esteri

Etiopia, il massacro dimenticato: Centinaia di civili giustiziati dai soldati eritrei

Con qualche mese di ritardo rimbalza la notizia del massacro compiuto nel novembre scorso dall’esercito eritreo nel Tigray, regione a nord dell’Etiopia. Lo ha denunciato in queste ore Amnesty International. Nella città di Axum, famosa per l’obelisco che prima era ubicato a Caracalla, a Roma, secondo quanto riporta nel suo dossier l’organizzazione umanitaria “le truppe eritree si sono scatenate e hanno ucciso sistematicamente centinaia di civili a sangue freddo, cosa che può costituire un crimine contro l’umanità”. 

Nel suo rapporto Amnesty denuncia il fatto che i miliziani hanno sparato ai civili mentre fuggivano, sparando loro alle spalle, hanno anche radunato centinaia, se non migliaia, di uomini per picchiarli e negato ai loro parenti di seppellire le vittime. In un arco di tempo di circa 24 ore, i soldati eritrei hanno deliberatamente sparato ai civili per strada e hanno effettuato sistematiche perquisizioni casa per casa, giustiziando uomini e ragazzi. Il massacro secondo Deprose Muchena, direttore regionale di Amnesty per l’Est e il Sud dell’Africa, sarebbe una rappresaglia per un precedente attacco da parte di alcuni civili armati di bastoni e pietre. L’organizzazione umanitaria chiede ora una inchiesta internazionale guidata dalle Nazioni Unite.

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