di Giuseppe Onorati
Il prossimo 25 Luglio, dovrebbe tenersi a Rimini Io Ti Odio, il primo convegno nazionale sul falso uso del Codice Rosso, quel sistema di tutela normativa speciale, offerto dal legislatore per reati domestici e di genere, con la legge 69 del 2019.
Il condizionale pare essere d’obbligo, in quanto mercoledì 8 Luglio, la Direzione del Cinema Fulgor di Rimini, presso cui è stato organizzato l’evento, ha ritirato la propria disponibilità per la realizzazione di lavori di manutenzione dell’impianto di climatizzazione, sostituzione di poltrone, sostituzione delle luci con quelle a led ed altri interventi di gestione tecnica, per i quali la struttura deve rimanere chiusa durante tutto il periodo estivo. Questa improvvisa indisponibilità del Fulgor, ha lasciato attonita l’organizzazione dell’evento, portando a porsi delle domande: sono lavori rivelatisi necessari all’improvviso o erano stati programmati? E se fossero stati programmati, perché il Fulgor ha impegnato la sala, considerando l’ampio rischio di doverne revocare la disponibilità a pochi giorni dall’evento?
Il convegno, organizzato dalla scrittrice Alessia Zuppichiatti (autrice del libro IO Ti Odio. Storie di uomini odiati dalle donne), dal criminologo Umberto Mendola, dall’avvocato Diego Montemaggi e da Alberto Longhi, è incentrato sull’uso distorto del Codice Rosso, causa di veri e propri drammi esistenziali per chi ne subisca le conseguenze.
Lo scopo del convegno è quello di avere un dibattito pubblico su un tema molto importante per la nostra società e la nostra civiltà giuridica, quello di fare emergere come spesso s’inneschino drammatici conflitti giudiziari su false accuse, di cui a farne le spese siano famiglie distrutte, uomini, donne e figli; soprattutto si vuol far emergere un dato tendenzialmente celato da ragioni ideologiche, cioè che anche gli uomini possano essere vittime di violenze da parte di donne e di accuse da parte di queste, che si rivelino infondate. Un convegno che ha come obiettivo principale quello di riequilibrare culturalmente una visione distorta, a scapito del fulcro su cui è costruito il nostro ordinamento giuridico e prim’ancora lo è la nostra civiltà: la persona, titolare di diritti e doveri, dignitaria di tutela e capace di commettere crimini, meritevole di un processo equo e giusto, al di là del genere di appartenenza.
Quella del 25 Luglio sarebbe un’occasione per riflettere pubblicamente su un problema sociale e di civiltà, guardandolo dalle varie angolature che ne costituiscono la complessità: giuridica, sociologica, psicologica, criminologica ed esistenziale, grazie alla partecipazione di diverse figure professionali, di esponenti delle forze dell’ordine e di protagonisti di storie giudiziarie.
Dopo la dichiarazione d’indisponibilità da parte del Cinema Fulgor, gli organizzatori con grandi difficoltà stanno cercando un posto, sempre a Rimini, dove riuscire a svolgere il convegno, considerando le tante persone coinvolte da mesi ma soprattutto considerando il grande valore sociale e giuridico del tema che si tratterà.
La disdetta del Fulgor è arrivata lo stesso giorno in cui l’avvocato Diego Montemaggi è riuscito a far ottenere al suo assistito, Alberto Longhi, una sentenza che riconosce l’innocenza di Longhi, il quale era stato falsamente accusato dall’ex compagna; una mera coincidenza oppure vi è una volontà di ostacolare un evento che possa aiutare l’immaginario collettivo a riequilibrarsi? L’evidenziare che anche gli uomini possano essere vittime delle donne, deve essere accolta come un fenomeno che coesiste con quello in cui siano le donne ad essere vittime degli uomini; sono due parti di una verità sociale. Fare ostruzionismo ad un evento come quello del 25 Luglio, sarebbe un atto ideologico di censura, sulla scia di una perversa tendenza che negli ultimi anni si è verificata in Italia e nel resto dell’Occidente, come nel caso della pandemia Covid, la guerra fra Ucraina e Russia ed il genocidio a Gaza. Una perversa tendenza che scade in un paradosso per il quale si agirebbe da liberali, negando illegittimamente la libertà di espressione.
Se il prossimo 25 Luglio si svolgerà il convegno, tutta la collettività ne avrà beneficio.
