“Tutta la vicenda si connota per una sorprendente sottovalutazione del dolore e delle conseguenze devastanti, dei bambini innanzitutto e dei genitori”. Lo ha dichiarato a LaPresse, il consulente di parte della cosiddetta ‘famiglia del bosco’, lo psichiatra Tonino Cantelmi, riferendosi al decreto con cui il Tribunale minorile dell’Aquila ha disposto, giorni fa, un graduale ricongiungimento dei 3 figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, dal 10 novembre in una casa-famiglia di Vasto (Chieti) perché ai genitori è stata sospesa la responsabilità genitoriale. Il decreto non stabilisce però una data per il definitivo rientro dei minori a casa. Il percorso indicato dai giudici prevede il rispetto di diverse condizioni, tra cui l’inserimento dei bambini nella scuola pubblica. I due gemelli dovrebbero frequentare la seconda elementare, mentre la figlia maggiore la IV.
“In questi giorni, dopo un decreto che sia pure in tempi indefiniti, tuttavia indica una strada di ritorno, si è assistito ad una nuova criminalizzazione di Catherine: descritta come una persona disturbata e pericolosa. – ha aggiunto Cantelmi – Questa narrazione è incredibilmente falsa, lede la dignità di questa madre. Inoltre, questo dilatarsi dei tempi, sottraendo i bambini a ciò di cui ogni bambino ha più bisogno, cioè dell’amore dei propri genitori, ci colpisce e ci ferisce profondamente. Nessuna istruzione, nessuna merendina, nessuna Tv, nessun apparente adattamento può sostituire l’amore dei genitori, che viene prima di ogni altra cosa. In questa vicenda sono stati spazzati via decenni di studi sull’attaccamento sicuro”. Il ricongiungimento sarà dunque lento e graduale e, tra le condizioni richieste, il Tribunale prevede per i bambini la necessità d’iscrizione alla scuola pubblica per la formazione che prima era garantita, a casa, attraverso il sistema della ‘scuola parentale’. Condizione contestata dai genitori rappresentati dall’avvocato Simone Pillon.
