Economia e Lavoro

Fiducia di imprese e consumatori, Confcommercio: “Segnale importante”. Confesercenti: “Il turismo fa da traino”. Le valutazioni di Codacons e Federconsumatori

 Commentando i dati sulla fiducia delle imprese e dei consumatori, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha sottolineato che “il miglioramento della fiducia delle famiglie e delle imprese rappresenta un segnale positivo per le prospettive di crescita a breve della nostra economia. Le famiglie guardano con minore preoccupazione sia alla condizione personale sia al sistema complessivo, con aspettative più favorevoli per l’occupazione e per l’inflazione”. “Questi elementi- ha detto Bella – se dovessero consolidarsi nei prossimi mesi, potrebbero favorire la tanto attesa ripresa dei consumi. Dato l’elevato livello di incertezza, questo percorso favorevole è ancora fortemente in dubbio. Anche le imprese sembrano percepire, in modo sostanzialmente diffuso, la presenza di un clima economico meno negativo. In quest’ottica va guardato con favore al, sia pur marginale, miglioramento del sentiment degli operatori del manifatturiero, in particolare di quelli che operano nella produzione di beni di consumo”. Secondo Bella, “particolarmente positivo appare il recupero della fiducia degli operatori del turismo, con attese favorevoli per la stagione estiva, settore che ha largamente contribuito negli ultimi anni alla ripresa dell’economia e al miglioramento dell’occupazione. In questo contesto la nota dolente è rappresentata dagli operatori della distribuzione tradizionale che segnalano un peggioramento del sentiment, anche in considerazione di un rallentamento delle vendite”. Presa di posizione anche della Confesercenti, in una nota dopo la diffusione dei dati Istat: “Dopo tre mesi di calo, la fiducia delle imprese torna a crescere, trainata dal turismo, il cui indice aumenta di 18 punti in un solo mese: un segnale positivo per la stagione estiva in arrivo, che dovrebbe mettere a segno un incremento delle presenze anche quest’anno, soprattutto grazie ai turisti stranieri.

In un quadro di miglioramento complessivo della fiducia, però, spicca il dato in controtendenza della distribuzione tradizionale: i negozi vedono peggiorare l’indice di 4,3 punti in un mese, confermando le difficoltà endemiche delle attività di vicinato.  Una sfiducia purtroppo corroborata dall’andamento del settore negli ultimi anni: tra il 2019 ed il 2024 sono sparite oltre 90mila imprese del commercio, un crollo determinato completamente dalla cessazione di imprese individuali (79mila in meno) e società di persone (oltre 20mila in meno) mentre quelle di capitale crescono. Una decisa accelerazione del processo di desertificazione urbana, che sta riducendo l’accesso ai servizi a milioni di italiani.

In questa fase, a pesare sulle attività di vicinato è la coda lunga del rallentamento dei consumi generato dall’ondata inflattiva degli anni passati, ma anche una ritrovata prudenza dei consumatori. Anche a maggio, infatti, l’indice delle famiglie risale in tutte le sue componenti ma, come abbiamo avuto più volte occasione di segnalare, le valutazioni sono ancora ondivaghe e non danno luogo ad una stabilizzazione di senso positivo. Inoltre, anche i miglioramenti sul versante del reddito disponibile non hanno ancora l’impatto che ci si aspetterebbe sulla spesa delle famiglie. In una fase di difficoltà del commercio internazionale e delle esportazioni, però, le prospettive di crescita dell’economia del paese sono proprio legate ai consumi interni e principalmente alla tenuta del turismo: l’auspicio è che si possa proseguire con determinazione sulla strada della riforma fiscale, liberando risorse per le famiglie.

 

Fiducia imprese e consumatori, Federconsumatori: “Situazione economia ben lontana da un miglioramento”

 

Non si capisce esattamente su che base l’Istat abbia valutato la crescita del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese a maggio. A noi risulta un quadro ben differente, fatto di disagi, rinunce e potere di acquisto ridotto ai minimi termini. Si tratta, probabilmente, di un’illusione ottica, dovuta al temporaneo e precario rinvio dei dazi americani.

Da tempo l’ O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, rileva la riduzione del consumo di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); il taglio dei consumi di frutta e verdura (-2,4%); la ricerca sempre più assidua di offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 51% dei cittadini); l’aumento degli acquisti presso i discount (+12,1%).

Un fronte su cui, come su tanti altri, il Governo non sta dando risposte adeguate. È necessario e urgente, lo sosteniamo da tempo, sostenere i redditi delle famiglie e rilanciare i consumi (a maggior ragione con la minaccia dei dazi che ancora incombe e che rischia di alimentare ulteriormente le incertezze e le fragilità del nostro sistema economico).

Per questo è essenziale che il Governo intervenga avviando le misure concrete che invochiamo da tempo, a partire dalla rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia) e dalla riforma degli oneri di sistema su beni energetici (eliminando voci obsolete e spostandone altre sulla fiscalità generale).

Per arginare la crescita delle disuguaglianze, sempre più evidenti e marcate, abbiamo chiesto anche la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica, una seria azione di contrasto alla povertà alimentare e lo stanziamento di maggiori risorse per la sanità pubblica (la rinuncia alle cure è un grave campanello di allarme che non possiamo e non dobbiamo ignorare).

Con questi interventi, necessari e urgenti, forse vedremo risalire stabilmente il clima di fiducia e la situazione economica delle famiglie.

 

Fiducia consumatori e imprese, Codacons: “Con l’avvicinarsi dell’estate migliorano le aspettative”

 

Dopo due cali consecutivi torna a salire l’indice sulla fiducia dei consumatori, mentre quello relativo alle imprese registra segno positivo dopo tre mesi di continua flessione. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
Complice l’avvicinarsi dell’estate il clima di fiducia delle famiglie inverte la rotta e segna una decisa crescita rispetto ai primi mesi dell’’anno, con tutti gli indici che evidenziano un netto miglioramento – spiega il Codacons – Bene anche le imprese, che dopo tre mesi disastrosi registrano un aumento della fiducia in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni.
Si tratta di segnali senza dubbio positivi per la nostra economia, e che influiscono su propensione alla spesa, occupazione e investimenti. Tuttavia la scure dei dazi annunciati dal governo americano, una possibile guerra commerciale tra Usa e Ue e le crescenti tensioni geopolitiche internazionali rappresentano in serio pericolo e potrebbero nelle prossime settimane influire non solo sulle aspettative di consumatori e imprese, ma anche sull’economia italiana, portando ad un peggioramento di tutti gli indici – conclude il Codacons.

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