di Emanuela Castellucci
Angelo annunciante e Vergine Annunciata – Filippino Lippi – Museo Civico di San Gimignano
Da oggi ai Musei Capitolini di Roma la mostra Filippo e Filippino Lippi. Ingegno e bizzarrie nell’arte del Rinascimento, il racconto dello straordinario caso di un padre e un figlio pittori e disegnatori di eccezionale talento.
Grande affluenza ieri sera per l’inaugurazione, resa ancor più interessante dall’affascinante e sentita spiegazione della curatrice Claudia La Malfa che ha saputo coinvolgere gli ospiti con storie e aneddoti che hanno reso ancor più viva l’esposizione.
E’ nella Firenze del Quattrocento che il talento del pittore fiorentino Fra’ Filippo Lippi (Firenze 1406-Spoleto 1469) e quello di suo figlio Filippino (Prato 1457-Firenze 1504) si esprime in tutta la sua grandezza.
Eccellenti i contributi in mostra: dalla magnifica Madonna Trivulzio del Castello Sforzesco di Milano, manifesto della pittura del Lippi della quarta decade del Quattrocento, alla Madonna con angeli e committente della Collezione Cini di Venezia in cui si mostra il modo in cui il Lippi conia un linguaggio intimo per la devozione privata.
Il percorso espositivo include una selezione di importanti disegni, concessi in prestito dalla Galleria degli Uffizi e dall’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, in cui si evidenzia il debito di Filippino Lippi oltre che con il padre, nella cui bottega si forma, anche con Sandro Botticelli nella cui bottega fiorentina Filippino entrò in seguito alla morte del padre del 1469.
In mostra il capolavoro di Filippino Lippi: l’Annunciazione dei Musei Civici di San Gimignano. L’opera, realizzata in due separati tondi su tavola, diventa un unicum grazie alla luce che entra nel tondo in cui si rappresenta l’Arcangelo Gabriele ed esce in quello in cui è rappresentata la Vergine Maria. E’ in quest’opera che Filippino Lippi coniuga le geometrie prospettiche e l’intima narrazione degli interni del padre con il respiro più ampio delle figure sinuose di Botticelli. In primo piano i preziosi colorismi e le meravigliose trasparenze che determineranno la fortuna di Filippino Lippi nella grande produzione pittorica delle ultime decadi del Quattrocento sia a Firenze che a Roma.
CENNI BIOGRAFICI
Di umili origini, Filippo Lippi si forma dall’età di 8 anni nel convento dei carmelitani di Santa Maria del Carmine di Firenze. Qui il suo talento per la pittura e il disegno venne notato e coltivato. Prese i voti nel 1421, per questo viene chiamato Fra Filippo. Apre la sua bottega a Firenze nel 1437.
Secondo il racconto del Vasari, l’artista venne catturato dai Mori dopo una gita in barca ad Ancona ma dopo circa un anno venne liberato proprio grazie alla sua arte. Disegnò un ritratto a carboncino del loro signore e i Mori considerarono quel disegno miracoloso.
Negli anni 50 del Quattrocento lavorava a Prato ed aveva assunto anche il ruolo di cappellano del convento di Santa Margherita. Durante la creazione di un ritratto della Madonna, leggenda narra che ottenne il permesso dalla madre badessa di poter avere una monaca come modella. La lei in questione era Lucrezia Buti. I due si innamorarono e nel 1457 nacque Filippino.
Si formò alla bottega del padre e insieme si dedicarono alla cattedrale di Spoleto. Alla morte del padre, il giovane appena quindicenne andò a bottega da Botticelli, che a sua volta era stato allievo di Filippo Lippi; questo spiega una certa uniformità di linguaggio nella pittura fiorentina del Quattrocento.
Filippino ha intrattenuto rapporti di lavoro con Lorenzo de’ Medici e con il poeta Angelo Poliziano. Tra gli incarichi più importanti i tondi per il Palazzo Comunale di San Gimignano, le pale d’altare per Prato, Lucca e Bologna e la Visione di San Bernardo. Si occuperà poi della Cappella Strozzi a Firenze e della cappella privata del Cardinal Carafa nella chiesa di santa Maria sopra Minerva a Roma.
Muore improvvisamente nel 1504.
INFO
La mostra a cura di Claudia La Malfa è promossa da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Associazione MetaMorfosi, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
INFO 060608 (tutti i giorni ore 9-19)
www.museicapitolini.org; www.sovraintendenzaroma.it; www.zetema.it.
Fino al 25 agosto a Palazzo Caffarelli.
