Cronaca

Franco Di Mare, i funerali lunedì 20 maggio a Roma

I funerali di Franco Di Mare si terranno lunedì 20 maggio alle 14 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (chiesa degli Artisti) in piazza del Popolo di Roma.
La famiglia, profondamente commossa, si riferisce in una nota, ringrazia tutti per il grande affetto e la straordinaria vicinanza finora ricevuti.

Il 28 aprile scorso, partecipando alla trasmissione “Che tempo che fa”, aveva annunciato: “Ho un tumore molto cattivo, il mesotelioma: si prende respirando le particelle di amianto. Mi rimane poco da vivere ma non è ancora finita”. L’ultimo post il 4 maggio per ringraziare tutti coloro che lo avevano sostenuto.

Il giornalista 68enne aveva collegato la sua malattia ai tanti servizi da inviato di guerra, soprattutto nella ex Jugoslavia. Nel suo libro scrive: ”La guerra è la malattia del mondo. Appena scoppia, è causa immediata di dolori infiniti, disastri, morte. Ma le guerre continuano a mietere vittime anche dopo che finiscono.

Ne è un tragico esempio la “Sindrome dei Balcani”, la lunga serie di malattie provocate dall’esposizione ai proiettili con uranio impoverito o dall’inalazione di particelle d’amianto rilasciate nell’aria in seguito alla distruzione di palazzi e complessi industriali”.

Franco Di Mare si era laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli. Comincia a collaborare con diversi giornali tra cui L’Unità, per il quale si occupa prevalentemente di cronaca giudiziaria e di politica estera. Per Rizzoli ha pubblicato Il cecchino e la bambina (2009) e il romanzo bestseller ‘Non chiedere perchè (2011) dove raccontava la storia di come ha incontrato in un orfanotrofio e si è innamorato di una bimba di 10 mesi che poi adotterà con il nome di Stella, che ha avuto tredici edizioni, ha vinto il Premio Roma e il Premio Fregene e si è classificato secondo al Premio Bancarella. Da questo libro è stata in seguito tratto il film tv per Rai1 ”L’angelo di Sarajevo” con Beppe Fiorello che all’epoca incollò su Rai1 7milioni e mezzo di telespettatori. Fu l’attore all’epoca a chiedere con un sms (lo raccontò lui stesso) a Di Mare se poteva interpretare questo ruolo: “Dietro ogni uomo si nasconde una storia che vale la pena raccontare”.

Nel 1991 Di Mare entra in Rai alla redazione esteri del TG2, dove nel 1995 assume la qualifica di inviato speciale occupandosi della Guerra dei Balcani. Qui potrebbe aver contratto la malattia che lo ha portato oggi alla morte. Nel 2002 passa al TG1, seguendo buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel corso della sua carriera giornalistica si è occupato di politica internazionale coprendo – sempre come inviato – i falliti colpi di stato in America Latina, le campagne elettorali presidenziali di Stati Uniti, Francia, Bulgaria e Algeria.

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