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Fukushima, la denuncia di Greenpeace: “Enorme rischio per il rilascio delle acque nucleari”

OKUMA, JAPAN - FEBRUARY 25: A general view of tanks holding radiation contaminated water at the Tokyo Electric Power Co.'s embattled Fukushima Daiichi nuclear power plant on February 25, 2016 in Okuma, Japan. March 11, 2016 marks the fifth anniversary of the magnitude 9.0 earthquake and tsunami which claimed the lives of 15,894, and the subsequent damage to the reactors at TEPCO's Fukushima Daiichi Nuclear Power Plant causing the nuclear disaster which still forces 99,750 people to live as evacuees away from contaminated areas. (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Il governo giapponese, in una imminente riunione  potrebbe decidere di scaricare nell’oceano 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva proveniente da Fukushima. Ad opporsi molte ONG e gruppi di cittadini che chiedono con forza che questa opzione venga accantonata. 

Per chiedere al Governo di fermarsi, Greenpeace ha raccolto 183.754 firme in Giappone e Corea del Sud. “Se il Governo dovesse decidere di rilasciare acqua radioattiva nell’oceano,

certificherebbe che le audizioni pubbliche e gli incontri con i gruppi di pescatori che lo stesso esecutivo ha tenuto sono stati una pura formalità, dato che l’opinione pubblica è chiaramente

contraria a questa eventualità”, dichiara Kazue Suzuki, Campagna Clima ed Energia di Greenpeace Giappone.

“L’attuale regolamento – prosegue-  non limita la quantità totale di radioattività da rilasciare e

permette di rilasciarne molta solo se diluita. Alcuni dei radionuclidi da rilasciare hanno una durata di vita decine di migliaia di anni. La decisione di rilasciare l’acqua

contaminata nell’oceano lascerà enormi problemi per il futuro”. 

La Tokyo Electric Power Company- TEPCO, la compagniaproprietaria dell’impianto di Fukushima “sarà responsabile dell’effettivo rilascio dell’acqua radioattiva”, ma “un recente

scandalo sull’accesso di personale non autorizzato alla sala di controllo dell’impianto nucleare ha portato a dubbi sull’idoneità della compagnia nel gestire i materiali radioattivi”, si legge nella nota di Greenpeae.

“La decisione di rilasciare l’acqua nell’oceano è insostenibile – conclude-  se consideriamo l’incalcolabile impatto sull’ambiente e sulla comunità e teniamo conto delle capacità di TEPCO”, continua Suzuki. “Il governo giapponese dovrebbe continuare a conservare l’acqua contaminata nel sito di Fukushima Daiichi, mentre sviluppa la tecnologia per rimuovere le

radiazioni”.

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