“Lo scontrino del parcheggio l’ho fatto io. Testimoni che dicono che me l’hanno dato, che sanno, che me l’ha passato qualcun altro, li vorrei vedere. Se ci sono, dicono balle”.
Così Andrea Sempio, in un’anticipazione dell’intervista a ‘Quarta Repubblica’ su Retequattro.
“Se ci sono, perché nei mesi questo testimone è già cambiato più volte – aggiunge -: prima ce n’era uno, poi c’è stata la storia del Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è diventato falso, poi è diventato vero ed è tornato il Vigilie del Fuoco, poi l’ultima è che è stato un mio parente. Anche questo discorso della persona che è stata sentita due volte, per me è una delle tante indiscrezioni che gira. Il punto è, come vi ho detto, che quello scontrino l’ho fatto io”. Alla domanda quale sia la cosa che ha fatto sì che venisse considerato sull’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco, un indagato a vita, Sempio risponde: “Io credo che il grande jolly sia stato il dna, perché il dna prima era suscettibile di interpretazioni, poteva essere ‘usato in molti modi’. È stato quello l’elemento che ha permesso tutte le volte di insinuare nuovamente il dubbio”.
E sul fatto che Alberto Stasi possa essere stato condannato ingiustamente, “quello non lo so, di sicuro però posso parlare a livello mediatico: anche lui ai tempi, prima ancora di essere condannato, ha vissuto la gogna mediatica e il fatto di essere additato come colpevole. È una cosa che non dovrebbe succedere in ogni caso, anche se poi, nel tempo, c’è stata la sua condanna”.
Sulle indiscrezioni sulla nuova perizia che sembra ribaltare l’orario dell’omicidio, dice: “Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l’orario può cambiare come vuole, io ho detto come è andata, non cambio versione”.
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