Esteri

Germania, finito il Ferragosto è già ripartito il conflitto nella coalizione di governo

 

I liberali tedeschi pro-imprenditori hanno trascorso l’estate ironizzando sui propri  partner della coalizione , innervosendo ulteriormente un governo già debole.

 

Solo poche settimane dopo che il cancelliere Olaf Scholzha annunciato che la sua litigiosa coalizione a tre aveva seppellito l’ascia di guerra, ma passato il ferragosto la guerra è ricominciata con più veemenza. “Non dobbiamo preoccuparci di noi stessi” in un momento di tumulti globali aveva detto il Cancelliere.

Semmai la dura divergenza di opinioni avrebbe potuto  esplodere sulla politica mediorientale oppure sulla posizione della Germania  nei confronti della Russia, questioni importanti per i tedeschi.

Invece i Liberali Democratici (FDP) — il partito filo-imprenditoriale che governa insieme al Partito Socialdemocratico (SPD) di centro-sinistra di Scholz e ai Verdi — vogliono incoraggiare i tedeschi ad acquistare sempre più le loro Volkswagen e BMW, addirittura  rendendo gratuiti i parcheggi nei centri cittadini e limitando al massimo le piste ciclabili.

Questa spinta fa parte di quella che sembra sempre più una campagna di guerriglia condotta dai leader dell’FDP negli ultimi giorni per provocare i partner della coalizione con una serie di iniziative controverse, tra cui anche le proposte di taglio dell’assistenza sociale e di abolizione del ministero federale che gestisce gli aiuti esteri.

Per comprendere la svolta provocatoria dell’FDP, occorre guardare i sondaggi. Il partito, che è stato in disaccordo con i suoi partner sin da quando la coalizione è entrata in carica, ha visto il suo sostegno popolare evaporare a solo il 5%, la soglia per entrare in parlamento.

Si prevede inoltre  che l’FDP, insieme al resto della coalizione, subirà una batosta alle prossime elezioni regionali in tre stati della Germania orientale il mese prossimo. Gli ultimi sondaggi suggeriscono che i Liberali non otterrebbe abbastanza voti per vincere seggi in nessuna delle legislature in quei Lander dove stanno lottando anche l’ SPD e i Verdi per restare a galla.

Una grave sconfitta a quelle elezioni  dei partiti della coalizione riaprirebbe i dubbi sulla sostenibilità della coalizione di Scholz, soprattutto se l‘FDP, il partito di estrema destra filonazi, intensificherà la sua campagna di agitazione.

Per mesi a Berlino si è vociferato che il partito liberale avrebbe potuto provare a risollevare le sue fortune in declino prima delle elezioni nazionali dell’anno prossimo, smantellando la coalizione, ritirandosi o provocandone il crollo. Sebbene sia discutibile che entrambe le strade alla fine aiuterebbero l’FDP, lo status quo non sembra invece favorirla.

 

Qualunque sia la strategia a lungo termine del partito, non c’è dubbio che abbia deciso di ignorare gli appelli alla distensione di Scholz e di passare all’attacco ignorando le linee rosse dei suoi partner.

 

In un’intervista alla televisione pubblica tedesca, il leader del partito Christian Lindner, che è anche ministro dellefinanze , ha già messo in dubbio un compromesso di bilancio che lui, Scholz e il vice cancelliere Robert Habeck dei Verdi avevano raggiunto all’inizio di luglio.

Quell’accordo è stato preceduto da uno stallo durato mesi , con Lindner, falco fiscale, che si è rifiutato di accettare le richieste dei suoi partner di allentare le rigide regole di bilancio della Germania. Non solo ma nell’intervista, ha fatto intendere che l’accordo è in pericolo, affermando che“ci sono rischi costituzionali e questioni di concreta attuazione”.

Scholz era così infuriato per questa incursione di Lindner che, impensabile per la maggior parte dei tedeschi, ha interrotto le sue vacanze estive. Senza menzionare Lindner per nome,  ha parlato di  “un mistero”sul fatto che qualcuno possa mettere in discussione la costituzionalità del bilancio dopo le valutazioni legali ricevute dal governo.

Wolfgang Kubicki,un importante parlamentare dell’FDP e vicepresidente del suo partito, ha ribattuto che per l’FDP è “un mistero quanto la SPD e i Verdi siano negligenti con la Costituzione”.

Ma questo è stato solo l’inizio. Nel weekend, l’FDP ha aperto un nuovo fronte con la sua spinta pro-auto. Nel presentare la nuova strategia a favore dell’automobile in cinque punti dell’FDP, Djir-Sarai si è lamentato del fatto che i Verdi “non capiranno mai il concetto” di libertà e di automobile.

Dichiarazione che  sembra scritta per prendere in giro i Verdi e include proposte per offrire parcheggi gratuiti nei centri cittadini, limitare le piste ciclabili e le zone pedonali e abbassare l’età minima per guidare da 18 a 16 anni.

Come prevedibile, la risposta dei Verdi è stata rapida e furiosa.  “L’idea che un maggiore traffico nei centri cittadini possa stimolare l’economia è un’illusione pericolosa”, ha affermato Belit Onay, sindaco verde di Hannover. 

Allacampagna per i diritti degli automobilisti, ancor più pesante ha fatto seguito la proposta tagli al welfare per allentare la pressione sul bilancio, un chiaro avvertimento per l’SPD.  Poi è arrivata la bomba più grande di  risparmiare denaro eliminando il ministero dello sviluppo tedesco, che gestisce gli aiuti esteri.

Secondo il piano, delineato in un documento parlamentare interno, il ministero verrebbe accorpato al ministero degli esteri per risparmiare sulla base di una struttura comune in molti paesi occidentali. Tuttavia, sia per la SPD che per i Verdi, la mossa è stata l’ennesima provocazione inutile.

Definendo Il parlamentare  la proposta “ridicola”e accusando l’FDP di cercare di eliminare l’impegno della Germania per le iniziative di pace e gli aiuti umanitari che, a quanto pare, impegnerà Berlino ancora per molto tempo.

nella foto il Cancelliere Scholz

Balkazar

 

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