Reperire nuove risorse per la difesa del Paese, proteggere il potere d’acquisto dei giapponesi dall’inflazione, introdurre controlli più rigorosi sugli acquisti tax free dei sempre più numerosi turisti stranieri, incentivare la crescita delle piccole e medie imprese. Sono queste le priorità della riforma fiscale 2025 per il Giappone, pubblicata in un quadro di sintesi sul sito del Ministero della Finanze nipponico a fine dicembre. Con la nuova manovra, il governo di Tokyo affronta criticità per alcuni versi inedite per l’economia del Sol Levante. Esaminiamo le novità più significative punto per punto.
Agevolazioni fiscali per contrastare l’inflazione
A partire dal 2021 il Giappone è fuoriuscito da un pluridecennale quadro economico a inflazione zero, se non deflattivo, per arrivare a registrare un tasso che ha raggiunto il 2,9% nel novembre 2024. Un livello di crescita dei prezzi non trascurabile per la realtà socio-economica del Sol Levante. In risposta all’aumento dei prezzi, il Governo giapponese ha deciso di aumentare di 100.000 yen – poco più di 600 euro – la fascia di esenzione dell’imposta sul reddito, che passa da 480mila a 580mila yen. Con lo stesso obiettivo di contrastare il carovita, sono state programmate agevolazioni fiscali per i genitori che hanno a carico studenti lavoratori part time, a basso reddito, fra i 19 e i 22 anni.
Turismo internazionale, revisione del sistema “tax free”
Nell’ultimo decennio l’afflusso di turisti stranieri in Giappone, anni del Covid esclusi, ha raggiunto la cifra record di 25 milioni all’anno. Un’impennata dei flussi turistici che ha portato il Governo a introdurre alcuni aggiustamenti dal punto di vista fiscale. In particolare, la riforma 2025 ha messo nero su bianco la revisione del sistema tax free per i turisti stranieri. Se da un lato, la revisione va a favore del turista straniero in Giappone con la cancellazione dell’importo massimo di 500mila yen per gli acquisti esentasse a partire dal novembre 2026, dall’altro si introducono controlli più rigorosi. Infatti, l rimborso dell’imposta sui consumi avverrà alla partenza dal Giappone, dopo la convalida doganale, in modo da impedire il sempre più diffuso utilizzo fraudolento del sistema di esenzione fiscale. È inoltre in programma una riduzione degli adempimenti burocratici a carico delle rivendite tax free.
Nuove risorse per la difesa dalle imposte sui redditi
Lo scenario geopolitico potenzialmente critico anche nell’Estremo Oriente e nel Pacifico preoccupa da anni il Governo giapponese. Per questo l’esecutivo di Tokyo ha programmato di portare il budget per la difesa al 2% entro due anni. La riforma fiscale 2025 ha messo in calendario una nuova sovrattassa sui redditi societari “equivalente – si legge nel documento di sintesi diffuso dal Ministero delle Finanze –a circa l’1% di aliquota fiscale sulle società” e ha reso esecutive alcune variazioni all’imposta sul reddito delle persone fisiche programmate nella manovra 2023. Per reperire risorse per la difesa sono stati fissati anche alcuni aumenti delle accise sui prodotti del tabacco, graduali e scaglionati nel tempo. In particolare, è stata inserita in agenda l’eliminazione entro il 2028 del divario fiscale fra le sigarette e i prodotti a tabacco riscaldato.
Aliquota agevolata per le piccole e medie imprese
A supporto delle imprese piccole e medie, il Governo giapponese ha deciso di estendere a un ulteriore biennio l’applicazione dell’aliquota agevolata al 15% della corporate tax per le società che non superano il reddito annuale di 1 miliardo di yen. Alle Pmi che superano questa soglia sarà invece applicata un’aliquota maggiorata di due punti percentuali, al 17%, ma sempre inferiore a quella standard del 19%.
Fonte Fiscooggi
