Cronaca

Giornalisti: molotov davanti abitazione cronista, minacce a Meloni e don Patriecello

di Emilio Orlando
(LaPresse) – “Far smettere di scrivere Cappellari”.Sarebbe questo il movente dell’ultima, minaccia comparsa nella lettera intimidatoria lasciata davanti all’abitazione del giornalista Adriano Cappellari, collaboratore del Giornale di Vicenza e del quindicinale L’Altopiano, dove nella notte ignoti hanno messo una bottiglia incendiaria e alcune bombole a gas, nel tentativo di colpire la sua casa a Enego, in provincia di Vicenza. Nel messaggio, oltre ai riferimenti al decreto Caivano e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, veniva citato anche don Maurizio Patriciello, il parroco simbolo della battaglia contro la criminalità nel Parco Verde di Caivano. Proprio al sacerdote era rivolto l’invito a far tacere il cronista vicentino, da tempo impegnato nel raccontare la realtà difficile della cittadina campana e le iniziative civili promosse dal parroco anticamorra. Sull’episodio indagano polizia e carabinieri.
Il questore di Vicenza Francesco Zerilli sta seguendo personalmente la vicenda ed è in contatto costante con la Prefettura per valutare eventuali misure di tutela a favore del giornalista. Solo ora emerge come Cappellari fosse già destinatario, da mesi, di ripetute minacce di morte, rimaste finora riservate per non compromettere le indagini.
Intimidazioni che, anche in passato, avevano coinvolto don Patriciello e la stessa premier Meloni. Durissima la reazione del mondo politico e istituzionale. A cominciare dalla stessa presidente del Consiglio, che ha espresso “tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego”. Per la premier, “minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano è un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione”. Meloni ha poi aggiunto: “Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e continuerà a portare avanti il suo lavoro”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha contattato personalmente il giornalista. “Si tratta di un episodio di estrema gravità che merita la più ferma condanna”, ha dichiarato, sottolineando come le intimidazioni rappresentino “un attacco inaccettabile non solo alla sua persona, ma anche ai principi fondamentali della libertà di stampa”. Solidarietà è arrivata anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa: “Sono certo che le nuove intimidazioni non fermeranno la sua meritoria azione volta a raccontare la situazione di Caivano e il contrasto alla criminalità camorristica”. Dal fronte dell’opposizione, Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito l’episodio “un atto vile e inaccettabile”, aggiungendo che “colpire chi fa informazione significa voler spegnere una voce libera”. Sulla stessa linea la capogruppo Avs alla Camera Luana Zanella: “Il suo lavoro di cronista dà evidentemente fastidio a chi agisce nell’illegalità”. Compatto anche il sostegno del mondo giornalistico. In una nota, il sindacato Unirai-Figec ha parlato di “modalità che si ravvisano nel metodo mafioso”, definendo l’attacco “un vile gesto contro tutta la categoria e una nuova e grave minaccia alla libertà di stampa e al diritto-dovere di cronaca”.

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