Roma Capitale

I Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno arrestato un 31enne pregiudicato del posto, gravemente indiziato del reato di danneggiamento seguito da incendio. In particolare, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della suddetta Compagnia sono intervenuti presso un’area pubblica di parcheggio del comune di Marino, ove erano già all’opera i Vigili del Fuoco di Marino e La Rustica per domare l’incendio, apparso subito doloso, di un camper posto in sosta da un locale residente. Le immediate ricerche avviate dagli uomini dell’Arma hanno consentito di rintracciare poco distante l’autore, il quale, ancora in possesso di un accendino, ha ammesso di aver appiccato fuoco al mezzo senza un particolare motivo. Le dichiarazioni dell’uomo, già autore di analoghi episodi, sono state corroborate dalla visione delle immagini captate da alcune telecamere del posto. Raccolti quindi i gravi indizi di colpevolezza a carico del soggetto, i Carabinieri lo hanno arrestato in flagranza e successivamente lo hanno accompagnato presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari ed in attesa di convalida del provvedimento precautelare.

cantalupo arrestato dalla guardia di finanza cologno - per redazione sesto - foto Altobelli / Spf

I finanzieri del Comando provinciale di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dell’Ufficio Lazio 2, hanno intercettato nell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino diverse spedizioni commerciali contenenti calzature e accessori di alta moda realizzati con pelli pregiate. Le attività di controllo doganale, finalizzate al contrasto del commercio illegale della flora e della fauna in via di estinzione ai sensi della Convenzione di Washington (Cites), hanno riguardato flussi di merce sia in importazione dal Messico, sia in esportazione dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America, il cui contenuto era stato falsamente dichiarato come “stivali da cow boy”. La documentazione doganale a scorta delle spedizioni è risultata mendace poiché certificava la non appartenenza della merce a specie protette.

L’ispezione fisica dei plichi ha invece rivelato un innalzamento del livello qualitativo del confezionamento degli accessori, realizzati con pelli di animali che godono del massimo livello di protezione internazionale a causa del grave rischio di estinzione nei loro habitat naturali. Nello specifico, sono stati trovati manufatti in pelle di canguro (Macropodidae spp), struzzo (Struthionidae spp) e pitone moluro (Python Bivittatus). Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino insieme al personale Adm, hanno svelato l’esistenza di un commercio parallelo di articoli di lusso destinati a note case di alta moda.

La ricostruzione della filiera illecita ha portato all’esecuzione di perquisizioni su tutto il territorio nazionale, consentendo di individuare e sottoporre a sequestro ulteriori accessori di pelletteria già pronti per l’immissione sul mercato e privi di documentazione Cites, tra cui stivali e cinture in pelle di squalo (Carcharhinidae spp), sauro (Teiidae spp) e coccodrillo (Crocodylia spp).

L’operazione si inquadra nel più ampio dispositivo di contrasto al commercio internazionale illegale di fauna e flora selvatica, a tutela della biodiversità, principio inserito dal 2022 tra i fondamenti della Costituzione Italiana.

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