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I Graffitididana – Diplomazia creativa e sport alla rovescia

di Loredana Vaccarotti

Questa settimana il mondo ci ha regalato un nuovo capitolo della saga geopolitica “Trump & Xi: Amici Mai, Nemici Forse, Colleghi Chissà”. L’incontro tra i due leader è stato descritto dai media come “cordiale”, cioè si sono stretti la mano senza tentare di staccarsela.

La scena, raccontano alcuni giornali, sembrava l’inizio di una sitcom internazionale: Trump che entra con passo deciso, Xi che sorride con la calma di chi ha già visto tutto, e noi comuni mortali che preghiamo interiormente tutti i santi del calendario affinché nessuno dei due improvvisi.

Secondo alcuni analisti, l’incontro è stato “costruttivo”. Secondo altri, “costruito”. Secondo i me “costruito male”.

Il momento clou? Trump che, parlando di cooperazione economica, avrebbe detto qualcosa tipo:

“Dobbiamo lavorare insieme, ma soprattutto dovete capire che io lavoro meglio da solo.”

Intanto, mentre i grandi del mondo si stringono la mano, in Italia si stringono… i calendari sportivi. Perché sì, questa settimana abbiamo scoperto che al Foro Italico non si può giocare a tennis se c’è il calcio. Una rivelazione che ha sconvolto gli appassionati, gli organizzatori e soprattutto i poveri tennisti che si sono presentati in campo trovando… le porte da calcio.

Pare che qualcuno, in un ufficio romano, abbia fatto un calcolo sbagliato. Un errore minuscolo, roba da niente: tipo confondere un campo da tennis con uno da calcetto. Succede. Soprattutto se compili i moduli dopo pranzo.

Il risultato? Giocatori di tennis che provano a servire evitando i pali della porta, e calciatori che dribblano raccattapalle confusi. Una scena degna di un crossover tra Wimbledon e la Serie B. Il pubblico, almeno, si è divertito: non capita tutti i giorni di vedere un ace che finisce in rete… ma quella sbagliata.

Mentre lo sport italiano si reinventa, la politica mondiale non vuole essere da meno. Questa settimana è stata un’esplosione di dichiarazioni, smentite, contro-smentite, e smentite delle smentite. Un vero festival della parola detta, ridetta, travisata e poi negata con la stessa convinzione con cui si nega di aver mangiato l’ultimo biscotto.

Nel frattempo, la tecnologia continua a fare quello che vuole. Un algoritmo di una grande piattaforma social ha deciso di classificare come “contenuto sensibile” la foto di un gatto. Non un gatto aggressivo. Non un gatto armato. Un gatto che dormiva. Pare che il sistema abbia rilevato “potenziale minaccia”: forse il gatto stava per svegliarsi.

E mentre gli algoritmi sbagliano, gli umani non sono da meno. In un aeroporto europeo, un passeggero ha cercato di imbarcare un tostapane nella cappelliera “perché è un oggetto di valore affettivo”. La sicurezza ha chiesto spiegazioni. Lui ha risposto:

“Mi fa compagnia.”

A questo punto, il tostapane è ufficialmente più stabile di metà dei governi mondiali.

In Italia come non citare la seconda carica dello Stato, La Russa prende un microfono e in Italia scatta un riflesso condizionato: “Oddio, cosa dirà stavolta?” E negli ultimi mesi, soprattutto quando in sala ci sono Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, il Presidente del Senato ha regalato un’intera collezione di gaffe che sembrano scritte da un autore del Bagaglino.

Durante l’evento SAFE – Social, Adolescenti, Famiglie, Educazione, dedicato alla tutela dei minori online, La Russa prende la parola per un saluto istituzionale. Dovrebbe parlare di educazione digitale. Invece dice:

“Faremo una seduta a tre con la Gelmini e la Carfagna… che non è male.”

Boom. Silenzio in sala. Imbarazzo palpabile. Opposizioni furiose. E un tema delicatissimo (i minori) trasformato in una battuta da bar.

Le reazioni: – Europa Verde parla di “machismo da osteria” – PD e AVS chiedono scuse formali – La Russa si difende: “La malizia è negli occhi di chi guarda”

Carfagna minimizza, Gelmini non commenta. Ma la frase resta, scolpita nella storia delle gaffe istituzionali.

Qualche settimana prima, rivolgendosi a una giornalista di La7, La Russa ha esordito così:

“Tu chi sei? Sei carina… Carina, ma brava soprattutto.”

La Russa ha un talento naturale per dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato.

Il problema non è solo cosa dice, ma dove lo dice: – eventi istituzionali – temi delicati – presenza di colleghe – ruolo di seconda carica dello Stato

È questo che ha trasformato semplici battute in casi politici, amplificati da social e opposizioni.

Se c’è una cosa che questa settimana ci ha insegnato, è che viviamo in un gigantesco reality show senza televoto. E forse è meglio così: con i personaggi che ci ritroviamo, rischieremmo di far vincere il tostapane.

Il mondo continua a girare, anche se spesso sembra farlo per inerzia. La diplomazia si regge su sorrisi tirati, lo sport su calendari scritti con la matita, la tecnologia su algoritmi che temono i gatti, e la politica su dichiarazioni che evaporano più in fretta dell’acqua sul cofano di un’auto ad agosto.

E noi? Noi osserviamo, commentiamo, ridiamo per non urlare, e aspettiamo la prossima settimana, certi che ci regalerà nuovi episodi di questa serie infinita chiamata “Attualità”.

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