Negli ultimi mesi, immagini satellitari pubblicate dal New York Times evidenziano il rafforzamento della presenza militare russa (nella foto i nuovi posizionamenti) lungo il confine con la Finlandia.. La scelta di Mosca rappresenta la risposta all’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO, che ha mutato l’equilibrio geopolitico nell’Europa settentrionale e nell’Artico.
La decisione del 4 aprile 2023 è stata la conseguenza diretta dell’invasione dell’Ucraina raddoppiando l’espansione dell’Alleanza verso nord raddoppiandone i confini con la Russia per 2.530 chilometri dei qualii 1300 chilometri solo con la Finlandia.
L’Artico da sempre, ma in particolare oggi ,è un teatro geopolitico di primaria importanza per le sue risorse naturali, come idrocarburi e minerali, ma soprattutto perché il cambiamento climatico sta rendendo accessibili nuove rotte marittime, come il Passaggio a Nord-Est, strategico per il commercio globale garantito dalla potenza navale.
Nella Zona Artica della Federazione Russa dispone della Flotta del Nord, con 50 navi da guerra e numerosi sottomarini, ma l’ingresso di Helsinky nella NATO ha accentuato il senso di vulnerabilità di Mosca che si sente accerchiata.
Le immagini satellitaririvelano e attività militari russe al confine finlandese sull’Istmo di Carelia, a circa 60 km dal confine, a Petrozavodsk (175 km dal confine, a Severomorsk-2 e Olenya entrambe nell’oblast di Murmansk, a circa 100-120 km dal confine).
La Russia sta anche riorganizzando le sue forze nel Distretto Militare di San Pietroburgo con divisioni da circa 10.000 uomini ciascuna e un nuovo quartier generale a Petrozavodsk. Inoltre si sta attivando nuove linee ferroviarie vicino ai confini con Finlandia, Norvegia ed Estonia per facilitare il movimento rapido di truppe e rifornimenti.
Mosse che rappresentano le prime fasi di un’espansione lungo il confine ucraino inviando un chiaro messaggio alla NATO e alla Finlandia edimostrando la sua capacità di risposta all’espansione dell’Alleanza.
Putin vede l’Artico come una potenziale minaccia esterna e sebbene sia impegnata in Ucraina, con perdite di uomini e mezzi, il ritmo di ricostituzione del suo esercito è più rapido del previsto.
Il generale Christopher Cavoli, comandante delle forze USA in Europa ritiene che l’esercito russo sia oggi più grande di quanto fosse all’inizio del conflitto ucraino, grazie a un aumento della spesa militare oltre il 6% del PIL nel 2025 ,con la pianificazione 1,5 milioni di effettivi e triplicando le truppe impegnate sul confine finlandese.
In particolare la riattivazione di basi come Severomorsk-2 e l’espansione di Olenya indicano il potenziamento aereo e navale eusso per mantenere il controllo sulla rotta artica e contrastare la presenza NATO nella regione.
L’aumento della presenza militare russa vicino alla Finlandia comportala concentrazione di forze militari su entrambi i lati del confine aumentando il rischio di incidenti o errori di calcolo che potrebbero degenerare in un conflitto più ampio.
Gli analisti del servizio di intelligence lituano (VSD), suggeriscono che la Russia potrebbe condurre operazioni militari limitate contro i membri più vulnerabili come gli Stati Baltici, per testare l’impegno dell’Alleanza che potrebbe applicare l’Articolo 5 che prevede l’intervento quando un Paese alleato venga aggredito.
La presenza di truppe finlandesi e americane in esercitazioni congiunte nell’Artico, come quelle condotte di recente in Lapponia. indica una risposta diretta alla crescente militarizzazione russa anche se la NATO deve ancora sviluppare una struttura di comando unificata.
Senza contare che la Russia potrebbe colpire infrastrutture critiche, come i cavi sottomarini di comunicazione vitali per l’economia globale.
Anche la Finlandia sta rafforzando le sue difese disponendo già oggi di unità addestrate con con 24 mila miliari in servizio, 285.000 riservisti e la creazione di un nuovo comando NATO in Lapponia, operativo entro il 2025.
Non ultimi gli accordi di cooperazione militare con gli Stati Uniti, che consentono l’accesso a basi come quella di Ivalo, a soli 20 chilometri dal confine russo,
La NATO sta rafforzando i paesi baltici, come Lituania e Lettonia, fortificando i loro confini con misure come i “denti di drago” anti-carro, mentre finlandesi, baltici e polacchi hanno abbandonato il trattato sulle mine antiuomo per potenziare le proprie difese sul confine..
Tuttavia il rafforzamento militare russo al confine non rappresenta una minaccia imminente, data l’attuale concentrazione delle forze russe in Ucraina, ma le infrastrutture in costruzione e l’incremento delle truppe indicano la preparazione di un eventuale conflitto..
La regione artica, un tempo considerata un’area di bassa tensione, si sta rapidamente trasformando in un altro terreno di competizione dove ogni errore potrebbe avere conseguenze mondiali.
GiElle
