Il Covid torna a spaventare le Borse e in Europa si somma ai timori per l’inflazione e la crisi energetica. Una vera e propria tempeste perfetta dalle conseguenze assolutamente imprevedibili. Lo Stoxx Europe 600, l’indice che tasta il polso del Vecchio Contitnente ha lasciato lo 0,1% con energia e tecnologia tra i settori più venduti. Tra i pochi settori in rialzo minerari e retail. Mancano due sedute alla fin dell’anno e i listini si dirigono verso la loro peggiore performance annuale dal 2018, con l’indice benchmark che ad oggi ha accumulato un calo del 12 per cento tra timori per una recessione, gli strascichi della guerra in Ucraina e l’emergenza energetica. Solo Londra, e per il secondo giorno consecutivo, chiude con un bilancio positivo (+0,3%) con Antofagasta a guidare il rialzo (+2,8%). Parigi ha perso lo 0,6% e Francoforte lo 0,2% appesantita da Porsche (-1,3%). A Milano la maglia nera spetta a Saipem che ha perso il 3,35%, insieme alle utility come Hera (-2,3%) e A2A (-1,2%). Contrastate le banche tra Unicredit che sale dello 0,47%, Intesa poco variata (-0,07%) e Mediobanca in calo dello 0,6 per cento. Sugli scudi invece Amplifon (+1,3%) e Recordati (+1,09%) . Bene Inwit (+0,8%) mentre Tim in attesa dell’ultimo incontro tecnico sulla Rete Nazionale promosso dal Mimit e dalla Presidenza del Consiglio resta cauta (+0,18%).
aggiornamento pandemia Covid ore 14.45
