di Andrea Maldi
“Dovremmo creare l’America Party?… Con un rapporto di 2 a 1, volete un nuovo partito politico e lo avrete!… Quando si tratta di mandare in bancarotta il nostro paese con sprechi e corruzione, viviamo in un sistema a partito unico, non in una democrazia. Oggi l’America party nasce per restituirvi la libertà”, così Elon Musk pubblicava un sondaggio su X ai primi di luglio, rivolto agli oltre 200 milioni di followers. Poco tempo dopo, la sigla AMEP (America Party) è stata depositata presso la Commissione elettorale federale. Il neo partito dell’ex capo del DOGE (Dipartimento dell’Efficienza Governativa) si prefigge di contrastare il bipolarismo Democratico-Repubblicano che ha governato per circa due secoli il sistema statunitense, spesso limitando la rappresentanza di altri partiti.
Ciò che ufficialmente ha indotto il magnate dell’hi-tech a concretizzare l’idea di una nuova forza politica — e a rompere definitivamente con l’amministrazione del Tycoon — è stata l’approvazione, martedì 1° di luglio, della “Big Beautiful Bill” (grande e bella legge), la gigantesca riforma fiscale tanto voluta da Donald Trump che prevede un piano da quasi 3.000 miliardi di dollari tra tagli fiscali e riduzioni mirate della spesa pubblica. I malumori per l’enorme costo della riforma e il suo impatto sul debito-deficit nazionale spingerebbe il Paese verso il default, hanno spinto Musk a definirla “un disgustoso abominio, è totalmente folle e distruttiva. Concede sussidi alle industrie del passato e danneggia gravemente quelle del futuro”, chiara allusione anche a Tesla (di cui Musk ne è il fondatore e Ceo) anch’essa colpita dai tagli agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche; tra l’altro screditando altresì l’efficienza e la produttività del DOGE.
The Boss ha promesso guerra aperta a tutti i deputati e senatori che hanno sostenuto il maxi provvedimento: “Perderete le elezioni, anche se fosse l’ultima cosa che farò” . Non si è fatta attendere la replica di Trump: “Ridicolo, ha perso il controllo. Un terzo partito non funziona”.
Va detto però che la “grande e bella legge” è stata criticata anche da alcuni repubblicani, come il senatore Thom Tillis: “Questa legge tradirà la promessa fatta da Donald Trump… il partito Repubblicano ha commesso un grosso errore”.
La strategia di Elon Musk, per sua stessa ammissione, si ispira al modo in cui il generale Epaminonda distrusse l’egemonia spartana nella battaglia di Leuttra: “Il modo per smantellare il sistema monopartitico è una variante del metodo usato da Epaminonda per distruggere il mito dell’invincibilità spartana a Leuttra: una forza estremamente concentrata in un punto preciso del campo di battaglia”, ha scritto su X. Il suo nuovo partito “pro-energia, attento al bilancio e centrista” intercetterà i voti dei delusi del partito democratico e di quello repubblicano, diventando elemento determinante nelle prossime elezioni del midterm 2026, cercando di guadagnare solo un paio di seggi al Senato e una decina alla Camera, quello che basta per rovesciare il bilanciamento di forze alla Casa Bianca.
A quale potrebbe essere il programma di America Party è lo stesso Musk a pubblicare su X i punti salienti:
- ridurre il debito nazionale attuando solo spese sensate (è stata la priorità del DOGE);
- pro tech e investire nell’intelligenza artificiale;
- rimodernare l’esercito con l’intelligenza artificiale;
- aumentare la natalità;
- libertà di espressione;
- snellimento della regolamentazione nel settore energetico.
- Trasparenza nella spesa pubblica basata sull’intelligenza artificiale.
Nonostante i litigi col partito Repubblicano, il patron di Tesla non ha certamente cambiato le sue idee conservatrici, nazionaliste e sovraniste; perfettamente sovrapponibili a quelle del MAGA (Make America Great Again), sottraendo potenzialmente voti ai repubblicani.
Staremo a vedere se il terzo partito centrista dell’uomo più ricco del mondo riuscirà a scardinare l’antico duopolio statunitense oppure, come il sistema elettorale americano non favorisce i partiti terzi, rimarrà solamente un ambizioso progetto.
