Esteri

Il Premio Pulitzer per il giornalismo pubblico al Washington Post per la copertura dell’assalto a Capitol Hill

E’ andato al Washington Post il Premio Pulitzer per il giornalismo di servizio pubblico, “per la copertura dell’insurrezione del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti”, l’attacco alla democrazia per un anno tumultuoso che ha visto anche la fine della guerra più lunga degli Stati Uniti, in Afghanistan. Menzione speciale “ai giornalisti ucraini”, riconoscendo “il loro coraggio, resistenza ed impegno, nel coprire l’invasione russa in corso”, partita all’inizio di quest’anno. Lo scorso agosto, il consiglio del Pulitzer aveva concesso una citazione speciale ai giornalisti afgani, che rischiavano la loro incolumità per contribuire a produrre notizie ed immagini dal loro stesso paese, dilaniato dalla guerra. Premiati anche i racconti sul ritiro degli Stati Uniti dal’Afghanistan con il ritorno della presa dei talebani sul paese: l’altro premio assegnato nella fotografia delle “ultime notizie”, è andato al corrispondente e fotografo del Los Angeles Times, Marcus Yam: “per il lavoro relativo alla caduta di Kabul.” Il New York Times ha vinto invece nella categoria dei reportage internazionali, “per aver riportato difficili resoconti ufficiali, delle morti di civili a causa degli attacchi aerei statunitensi in Siria, Iraq e Afghanistan”. Il “Tampa Bay Times” ha vinto il premio per la cronaca investigativa per “poisoned” (avvelenato), un servizio di approfondimento su una fabbrica di piombo inquinante. Mentre il Miami Herald ha vinto il premio per le ultime notizie, per il suo lavoro che ha coperto il crollo mortale della torre del condominio Surfside, mentre The Better Government Association ed il Chicago Tribune, hanno vinto il premio per i reportage locali per i servizi su “Deadly fires, Broken promises”: una inchiesta sulle mancanze nell’applicazione delle norme di sicurezza antincendio. L’edizione 2022 dei premi Pulitzer ha visto vincere, nelle categoria “per la narrativa”, Joshua Cohen, 41enne scrittore di Atlantic City con il romanzo The Netanyahus.

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