Regioni

Il Presidente di Regione Umbria, Stefania Proietti ricorda gli eventi sismici del 1997

Nel giorno dell’anniversario del sisma del 1997 che devastò la nostra regione e le Marche, l’Umbria intera si raccoglie nel ricordo delle vite spezzate, delle comunità ferite e dell’immenso patrimonio storico e artistico colpito. Sono passati ventotto anni, ma il dolore e la memoria vivida di quelle due scosse di magnitudo 5,6 e 5,8 che colpirono con violenza le nostre regioni, con un bilancio complessivo di 11 morti, 100 feriti e 80mila sfollati, restano nel nostro cuore e nelle nostre menti.
Oggi il nostro pensiero si rivolge anche alle donne e agli uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, alle Forze dell’ordine e ai tanti volontari che, in quei giorni drammatici, mostrarono coraggio, dedizione, e un senso straordinario di comunità. La loro azione, unita alla solidarietà che si manifestò fra la popolazione e il sostegno arrivato da tutta Italia, rimangono uno dei più alti esempi di unità e di resilienza.
Quel terremoto, così come quelli successivi, ha rappresentato una prova durissima, ma da quella e dalle altre ferite l’Umbria ha sempre saputo rialzarsi più forte, rinnovando il suo impegno nella prevenzione, nella cultura della sicurezza e nella valorizzazione dei borghi e dei monumenti recuperati, come avverrà il 30 ottobre, ricorrenza del sisma 2016, quando, grazie al grande lavoro di tutti – a partire dal commissario Guido Castelli fino a quello dei Comuni e dei nostri professionisti dell’Ufficio Speciale Ricostruzione – inaugureremo la rinata Basilica di San Benedetto a Norcia.
Ricordare, per l’Umbria, significa anche abbracciare un impegno permanente affinché tragedie simili non trovino mai più impreparate le nostre istituzioni e la nostra gente, impegno per mantenere il quale le strutture regionali sono costantemente al lavoro: l’impegno assoluto per la prevenzione che significa utilizzare l’innovazione massima della tecnica, della ricerca, delle tecnologie per compiere quel ‘miracolo’ fatto dalle mani e dall’ingegno dell’uomo che, nonostante la sismicità della nostra meravigliosa terra, permette di salvare vite umane.

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