Nel 2024, i femminicidi in Italia sono stati 34 e nel 2023 furono 43. Il 2023 è l’anno in cui l’uccisione di Giulia Tramontano prima (accoltellata il 27 maggio 2023 incinta al settimo mese dal suo compagno Alessandro Impagnatiello condannato all’ergastolo in primo grado) e Giulia Cecchettin poi (uccisa l’11 novembre 2023 dall’ex Filippo Turetta, condannato all’ergastolo in primo grado) che non aveva accettato la fine della loro storia e l’ha uccisa prima che potesse laurearsi) hanno portato in Italia una sorta di risveglio delle coscienze e ‘rivolta’ contro il fenomeno della violenza sulle donne, i femminicidi e contro una cultura e una società ancora troppo intrise di maschilismo.
Del tema si parlava da anni, ma l’ondata di indignazione provocata da questi due femminicidi, in particolare quello di Giulia Cecchetin che ha visto la sorella Elena, a poche ore dal ritrovamento del corpo, scagliarsi contro il “patriarcato“ e una cultura dominante ancora troppo improntata alla supremazia dell’uomo sulla donna, ha smosso le acque e dato il via a campagne di sensibilizzazione, riflessioni, incontri. E soprattutto hanno portato la politica a interrogarsi davvero sulla necessità di lavorare all’educazione affettiva fin dalle scuole e fin dalla tenera età. C’è fermento, l’impressione è che si stia muovendo qualcosa. Ma forse non è abbastanza. Forse non è stata capita l’urgenza. E nell’attesa che questi progetti partano una volta per tutte e in modo serio, e che avvengano cambiamenti reali (per cui ci vorranno anni e anni), purtroppo in Italia la scia dei femminicidi non si è fermata.
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