Economia e Lavoro

Inflazione, Federconsumatori ricalcola e scopre che spenderemo 504 euro in più l’anno

L’inflazione segna un lievissimo rallentamento ad agosto, attestandosi all’1,6%. Un andamento trainato, ancora una volta, dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +17,1% a +12,9%) e non regolamentati (da -5,2% a -5,9%).

Segnano un aumento, invece, i prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +5,1% a +5,6%) e lavorati (da +2,8% a +3,0%) e, come ogni estate, quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +2,9%) e dei trasporti (+3,3% a +3,5%).

In aumento anche il carrello della spesa, il cui tasso che passa dal 3,2% al 3,5%.

Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +504,00 euro annui, di cui +196,00 euro solo nel settore alimentare.

Si tratta di dati estremamente preoccupanti, soprattutto dal momento che gli aumenti maggiori si registrano in settori vitali come l’alimentazione, comparto in cui le famiglie stanno operando, da tempo, pesanti tagli e rinunce. Non dimentichiamo, poi, che la crescita dei prezzi, in particolar modo del carrello della spesa, incide in maniera più pesante, e spesso insostenibile, sulle famiglie meno abbienti. Questo andamento inciderà in maniera sempre più evidente sulla crescita delle disuguaglianze e delle disparità, anche in tema di consumi alimentari, nel nostro Paese.

Una tendenza che rischia di aggravarsi alla luce dei dazi, che potrebbero avere ripercussioni importanti sulla produzione, sul mercato interno e sui prezzi. Per questo è improrogabile un intervento deciso del Governo, che non può più ignorare la difficoltà delle famiglie, testimoniata anche dal calo della fiducia registrato ieri.

Sono necessari alcuni provvedimenti urgenti per arginare i rincari e sostenere il potere di acquisto delle famiglie, dando nuova spinta anche al mercato interno:

  • La rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia);
  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una determinata azione di contrasto alla povertà alimentare.
  • Lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio;
  • Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i redditi medio-bassi.

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