Intervenendo all’evento di presentazione del Rapporto di genere 2025 organizzato dal CIV INPS, il Direttore Generale dell’Istituto Valeria Vittimberga ha richiamato la centralità dell’incentivazione del lavoro femminile per colmare il divario occupazionale e salariale, sottolineando come le leve oggi disponibili non riguardino soltanto l’assunzione, ma anche l’imprenditoria e la conciliazione vita-lavoro.
Vittimberga ha ricordato, sul fronte degli incentivi all’assunzione, gli sgravi contributivi che rendono più “conveniente” l’ingresso o il rientro delle donne nel mercato del lavoro: dall’esonero contributivo totale per l’assunzione di donne “svantaggiate” (disoccupate da almeno 6 o 24 mesi a seconda dell’area geografica o del settore), fino al Bonus Donne 2024-2025 rivolto a donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se residenti nel Mezzogiorno o da 24 mesi se residenti altrove.
Un passaggio è stato dedicato alla Certificazione della Parità di Genere che “premia” le imprese che adottano politiche concrete per ridurre il gap salariale e favorire la carriera femminile: sgravio contributivo dell’1% fino a 50.000 euro annui e punteggi premiali nelle gare pubbliche, con l’obiettivo di spingere un cambiamento di cultura organizzativa.
Sul versante della genitorialità, Vittimberga ha richiamato il Bonus Mamme, cioè l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice con un aumento netto in busta paga per le donne con almeno due figli, di cui il più piccolo minorenne (fino al 2026), insieme al congedo di paternità obbligatorio elevato a 10 giorni e al potenziamento del Bonus Nido per sostenere i costi delle rette.
Infine, spazio al capitolo imprenditoria femminile: dal Fondo Impresa Donna gestito da Invitalia, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per nascita e sviluppo di imprese a prevalente partecipazione femminile, alla misura “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” a favore di giovani e donne che intendono avviare micro e piccole imprese. Vittimberga ha inquadrato queste leve anche nel contesto del PNRR, che individua tra i suoi obiettivi trasversali l’aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
