“Noi siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti e con qualsiasi presidente ma questa guerra non coinvolge una’area di competenza della Nato”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite di Agorà su Rai3, parlando della guerra contro l’Iran e delle critiche mosse dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro i paesi dell’Alleanza atlantica. “Noi rimaniamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta anti-pirateria nell’area più orientale”, ha aggiunto, “e naturalmente siamo a difesa di Cipro perchè è un paese europeo che è stato attaccato”. “Non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra”, ha precisato Tajani, “Israele e Usa hanno attaccato senza dirci nulla”. Poi il ministro della Difesa è altrettanto netto nel giudizio sul ruolo dell’Italia:
“Come ha detto chiaramente la Presidente Meloni, ma abbiamo ribadito anche il Ministro degli Esteri ed io, l’Italia non partecipa a questa guerra, nessuna nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra. Abbiamo tutti l’interesse, tutto il mondo ha l’interesse che Ormuz non sia coinvolta all’interno di questa guerra, perché per Ormuz passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato a Mattino5 su Canale 5. In merito alla protezione dello Stretto di Hormuz “serve un accordo internazionale perché questo avvenga e noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell’energia a Ormuz. Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano a una guerra e non a un corridoio di pace, che è la risposta che un po’ tutti i Paesi hanno dato all’invito di Trump, non dicendo che non è importante Ormuz, non dicendo che non hai ragione sul fatto che sia indispensabile creare un corridoio, ma il modo per crearlo è quello di partire magari da un’organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite”. Poi Crosetto conclude con una proposta significativa: “La decisione della partecipazione alla missione è del Parlamento, non del Ministro e neanche del Governo, ma se ci fosse una missione sotto egida Onu vorrebbe dire che coinvolge e mette d’accordo tutti i Paesi del mondo, dall’India alla Cina agli Stati Uniti a tutti i Paesi arabi e africani, il che vorrebbe dire agire in una cornice di totale sicurezza, perché il mondo avrebbe deciso che è un bene mondiale quello di garantire il passaggio da Ormuz. Il vantaggio sarebbe quello che immediatamente dopo i prezzi, che sono aumentati in modo vertiginoso, si sgonfierebbero”.
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