Economia e Lavoro

Istat, prospettive restano incerte con guerra e impatto energetico

 

“Le prospettive restano incerte, strettamente legate alla durata della guerra e ai suoi effetti sul mercato energetico. I dati disponibili incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta determinando una forte riduzione nell’offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche”. Così l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia italiana in riferimento al primo trimestre. “Le prospettive dell’economia mondiale restano incerte, a causa del perdurare delle crisi geopolitiche e della frammentazione dei mercati internazionali. L’acuirsi del conflitto in Medio Oriente, innescato dall’attacco all’Iran di fine febbraio, ha causato una forte riduzione nell’offerta di prodotti energetici e un conseguente aumento dei prezzi. Il blocco prolungato dello Stretto di Hormuz ha escluso dal mercato internazionale una quota significativa della produzione petrolifera, spingendo il Brent ben oltre la soglia dei 100 $/barile (120,4 $/barile la quotazione media ad aprile secondo i recenti dati della Banca Mondiale). Tale dinamica ha generato effetti sistemici immediati: l’inflazione globale, che sembrava in fase di rientro, ha subito nuovi rialzi, costringendo le banche centrali a sospendere il ciclo di tagli dei tassi d’interesse previsto per la primavera. La dimensione dell’impatto economico della crisi attuale rimane di difficile valutazione, ma la persistente compromissione delle rotte di approvvigionamento e delle infrastrutture energetiche presenti nell’area suggerisce che il mercato non abbia ancora interamente scontato gli effetti di un eventuale conflitto di lunga durata”,prosegue l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia italiana.

Energia, con incertezza prezzi in crescita nonostante elevati stoccaggi

“Nonostante l’elevato livello degli stoccaggi a livello internazionale, l’incertezza sulla sicurezza delle infrastrutture estrattive e la necessità di diversificare ulteriormente i canali di fornitura mantengono i prezzi del gas e soprattutto del petrolio su un sentiero di crescita rispetto ai valori di inizio anno. In particolare il Brent è salito di oltre il 16% ad aprile (dati Banca Mondiale) mentre l’indice del gas naturale nello stesso mese ha mostrato un calo di circa il 12%”.

Commercio: Istat, in crescita a livello mondiale in primi 2 mesi anno

“Commercio mondiale in crescita nei primi due mesi dell’anno”. “Il volume degli scambi internazionali di merci (secondo i dati del Central Plan Bureau)- prosegue l’Istat – è aumentato dell’1,9% a febbraio 2026 rispetto a gennaio, facendo seguito a un incremento del 2,8% nel mese precedente. Dal lato delle importazioni, si osserva un aumento sostenuto in molti paesi e regioni. Solo le importazioni dalla Cina (-1,0%) e dall’Asia emergente (-1,5%) mostrano una moderata flessione, dopo la forte crescita registrata a gennaio. Anche dal lato delle esportazioni, si riscontra un incremento congiunturale significativo in diverse aree geografiche. A febbraio crescono in particolare l’export dell’America Latina (+4,8%), delle altre economie avanzate (+3,3%) e degli Stati Uniti (+3,9%). Al contrario, si registra una contrazione delle esportazioni per il Giappone (-5,8%) e per il Regno Unito (-3,8%)”.

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