di Luca Rossi (*)
“Sono rimasta sinceramente colpita” da Donald Trump. La premier Giorgia Meloni, in un’intervista a tutto campo all’evento ‘Il giorno de La Verità’, a Roma, torna sulla polemica con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma punta a voltare pagina. Anche perché – spiega – “non cambio idea. Sto leggendo molte ricostruzioni”, ma “la politica estera sarà quella che è stata negli ultimi 80 anni. Non cambio idea su quanto sia importante mantenere solido il rapporto fra Stati Uniti ed Europa”. La presidente del Consiglio, quindi, aggiunge: “Non intendo continuare ad alimentare questo confronto. Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Usa debba tornare alla sua normalità”. Tant’è che, assicura, “una volta che il messaggio è passato, non c’è bisogno di andare oltre, a partire proprio dal tradizionale ricevimento a Villa Taverna che si svolge ogni anno in occasione del 4 luglio, al quale il governo sarà presente anche per rispetto verso l’ambasciatore Fertitta, una personalità che lavora molto per mantenere saldi i rapporti tra Italia e Stati Uniti”.
D’altronde, secondo l’inquilina di Palazzo Chigi, “a volte parliamo di politica estera come se fosse Temptation Island. Lo dico facendo riferimento ai meme che vedo circolare, ma la politica estera è una cosa molto più complessa”. Alla domanda se ci sia, però, il rischio di contraccolpi commerciali tra Roma e Washington, Meloni replica così: “Non vedo francamente contraccolpi. Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico”.
Dal cessate il fuoco in Iran alla situazione in Libano, Meloni passa in rassegna anche le altre principali questioni di politica estera. Sul primo punto, in particolare, la presidente del Consiglio commenta: “Sicuramente è un accordo molto complesso, io rimango ottimista, anche se il negoziato non è semplicissimo. Per quello che possiamo, dobbiamo dare una mano sia sul piano diplomatico sia offrendo la nostra disponibilità”. A suo dire, inoltre, occorre “garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione, non solo per ciò che Hormuz rappresenta come snodo fondamentale del commercio globale, ma anche per il precedente che un suo controllo comporterebbe”. Quindi, passando al Libano, la premier, in vista del vertice Italia-Francia, in programma giovedì ad Antibes, rimarca: “Penso che anche questo sia un quadrante sul quale l’Italia possa giocare un ruolo importante. È uno dei temi che intendo discutere con Emmanuel Macron nel bilaterale del vertice intergovernativo, perché penso che sia una di quelle questioni sulle quali Italia e Francia possono lavorare insieme”.
Tornando alle vicende di casa nostra, dopo aver osservato che la riforma della legge elettorale “serve all’Italia”, perché “sarebbe devastante tornare indietro”, Meloni osserva: “Sfido oggettivamente molti altri ad arrivare dopo quattro anni di governo, con i tempi che noi abbiamo dovuto attraversare, con una maggioranza solida come quella che noi possiamo vantare. Sono fiera della mia maggioranza”. E sul leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, la premier getta acqua sul fuoco: “Mi sono fatta l’idea che la sinistra ne parla molto, perché loro non potendo parlare della loro coalizione cercano disperatamente di dire che ha problemi la nostra. Renzi era così occupato a lanciare la volata a Vannacci che non si è accorto che non l’avevano neanche convocato alla riunione dei leader del centrosinistra”. E ancora: “Seguo il dibattito, le alchimie, l’algebra, l’aritmetica ma penso che la politica sia un’altra cosa. Quando si voterà, tra un anno o quando sarà, varrà solamente: al governo vuoi il centrodestra o il centrosinistra? Vuoi il campo largo o la coalizione che hai conosciuto in questi anni? Conterà solo questo e la gente deciderà su questo”.
(*) La Presse
