Esteri

  Kamala Harris fra promesse e ovvietà, ma rinsalda l’unità dei Democratici alla Convention di Chicago

Le elezioni sono una “lotta per il futuro dell’America”,ha detto Kamala Harris nel suo discorso alla Democratic National Convention di ieri sera.

Ha dipinto un quadro di come potrebbe apparire una seconda presidenza Trump: caotica e pericolosa. “Sarò una presidentessa che guida e ascolta, che è realista, pratica e ha buon senso, e combatte sempre per il popolo americano“, ha detto con una frase piuttosto poco originale

Harris ha menzionato alcuni dettagli specifici nel suo discorso: per esempio, porterà avanti il ​​disegno di legge bipartisan sull’immigrazione recentemente deragliato. Per la maggior parte, però, ha indicato grandi obiettivi come porre fine alla carenza di alloggi o ha affermato impegni generali, come il sostegno alla NATO. E’ comunque noto che negli Stati Uniti la politica estera che non riguardi l’immigrazione non portavoti, tanto vale restare sul generico.

Secondo diversi consulenti democratici, questa campagna serve a delineare una visione, convincendo gli elettori che Harris è dalla loro parte e per raggiungere i 270 voti elettorali. Ma alcuni commentatori ritengono che Kamala abbia parlato  più del programma politico di Trump che di del suo.

I democratici hanno ripetutamente sbandierato il Progetto 2025  di Donald sul palco , richiamando l’attenzione sul progetto di transizione presidenziale di 900 pagine prodotto dalla Heritage Foundation.Ma Harris non ha un equivalente di tale progetto.

Secondo alcuni esponenti Democratici questo approccio della candidata, avrebbe il vantaggio di fornire ai Repubblicani .meno argomenti su cui venir contestati. Proprio  Trump sta tentando affannosamente h di prendere le distanze dal Progetto 2025soprattutto e dalle sue  proposte di estrema destra e cerca di screditare  di screditare Harris come una “lunatica radicale di sinistra”.Entrambi  sforzi di trucida propaganda, finora, sono falliti.

Un’altra ragione di tanta cautela di Kamala è che se vincesse, il suo programma politico sarebbe limitato dalla composizione del Congresso e dagli incarichi dei comitati. Perché quindi entrare in dettagli quantomeno inattuali?

Ma forse il vantaggio più grande di un programma da definire è che sia i democratici progressisti che quelli moderati sembrano uniti intorno a lei, mentre  le loro speranze puntano sui propri candidati.

Nel 2020, una primaria democratica aspramente combattuta ha portò a una unità per i quali i campi progressisti e moderati si sono uniti per trovare una via di mezzo.

Quattro anni prima, Hillary Clintonaveva creato collegamenti simili con il “socialista”  Bernie Sandersper formare una piattaforma di consenso. Ma Harris, che ovviamente ha ottenuto la nomination senza subire alcuna primaria, ha raggiunto l’unità senza alcuna lotta politica.

Il dibattito sulla proposta di Harris sulla speculazione sui prezzi implica una  dinamica di sinistra.Il 15 agosto ha annunciato che avrebbe proposto misure per “abbassare i costi per le famiglie americane”.Una di queste misure era un “primo divieto federale di speculazione sui prezzi”, anche se non è chiaro come intende realizzare questa proposta.

Ma quando Harris ha pronunciato un discorso sull’argomento giorni dopo, molti osservatori hanno avuto l’impressione che la vicepresidente intendesse semplicemente espandere le protezioni che molti stati hanno già.

Il piano di Harris è radicale, moderato o qualcos’altro? La percezione che ne hanno i Democratici sembra avere molto più a che fare con le loro preferenze personali che con qualcosa di oggettivo.

In ogni caso, la vaghezza è politicamente utile.Accenni di populismo economicosostengono i progressisti, mentre sussurri di moderazione lasciano intendere ai centristi che non c’è niente di importante in ballo.

Mentre fa campagna per la presidenza, Harris sta diventando tutto per tuttie  ottiene così tanto successo nei sondaggi. Ma una volta che inizierà a esporre proposte politiche specifiche, alcuni democratici vedranno infrante le loro speranze.

Ricorderanno le divisioni che hanno devastato il partito così a durante l’amministrazione Biden e le lotte intestine saranno spietate, ma quei dibattiti sono per “dopo le elezioni”.Ma questa è la dialettica democratica ad ogni latitudine…nulla di nuovo.

GiElle

aggiornamento presidenziali Usa ore 15.32

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