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La rivoluzione finanziaria: la fine del “gold exchange standard”. La moneta domina il mondo/1

di Fabrizio Pezzani (*)

I grandi pensatori “ globali “ che leggevano la storia ed i fatti nel loro insieme più ampio sono progressivamente finiti agli inizi degli anni sessanta quando la cultura tecnico- razionale è diventata dominante ed ha progressivamente limitato l’analisi dei fatti alla loro misurabilità ; Einstein ammoniva : “ Non tutto ciò che è misurabile conta né tutto ciò che conta è misurabile “, ma non è servito a niente .

Da quegli anni sessanta in cui sembrava che il mondo svoltasse pagina per non ripetere gli errori del passato la ciclicità della storia si è rapidamente accelerata con la spinta della cultura tecnica che ha finito per rompere i ponti con le scienze orientate a capire i comportamenti umani , la stessa sociologia ha subito quest’invasione di campo così oggi il criterio con cui si studia una società dell’uomo non è molto dissimile con quello con cui si può studiare un termitaio o una colonia di api . Perdendo però la profondità di un pensiero globale abbiamo finito per conoscere sempre più il sempre meno , siamo finiti in una sorta di epoca alessandrina molto attenta ai fatti ma incapace di proporre un creatività che riporti l’uomo a contatto con sé stesso . Legati solo ai fatti misurabili messi insieme in infinite serie di modelli , di dati amministrativi siamo finiti in una cultura dai rendimenti decrescenti più conosciamo e  meno siamo in grado di rispondere alle inquietudini profonde che ci stanno staccando dal nostro essere persona e non solo numero schedabile.

In questo fase storica di tipo sensistico , forse , l’ultimo periodo creativo si è esaurito alla fine degli anni sessanta sia nel campo artistico , della musica , della cinematografia , della letteratura e delle scienze in generale ; poi alla fine di quel decennio la speranza di un rinnovato cambiamento si spegneva . La storia degli Usa è forse la più diretta rappresentazione di quel cambiamento perché è proprio in quegli anni che si forma definitivamente il destino della crisi umana ed esistenziale che stiamo vivendo.

Alla fine di quegli anni di fronte ad una spinta rivoluzionaria espressa da figure come i Kennedy ,Martin Luther King la società ha avuto paura di un cambiamento troppo vicino ad un modello socialista ; sia Luther King che Robert Kennedy vennero uccisi a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro –  aprile il primo e giugno del 1968 il secondo – . Prima il 30 e 31 gennaio sempre 1968 ci sarebbe stata la violenta offensiva del Tet che pose fine ai sogni illusori di una guerra facile come era stata passare , specie dal generale Westmoreland  che non aveva capito o non riteneva di dovere capire chi aveva di fronte , venne poi destituito dal comando ,a quel momento .Lo scontro nel Vietnam dopo la Corea ,e le sconfitte Usa rappresentano la mancanza di cultura storica del paese che affidava tutto alla potenza tecnica ; un tecnica che venne sconfitta sul fronte sociale e della politica . Nessuno aveva seriamente considerato la storia del generale Nguyen Giap che aveva sconfitto sullo stesso terreno i francesi a Dien Bien Phu nel 1954 , simulando poi la stessa strategia nell’offensiva del Tet per trarre in inganno il comando Usa ,ed i nipponici nel 1945 ad Hanoi . Giap era uno studioso di storia in particolare delle guerre e tattiche napoleoniche e genio della guerriglia .La supponenza e la mancanza di visione storica e politica rappresentano una grande criticità degli Usa come dimostrano gli ultimi 20 anni di politica estera legata solo alla supponenza del dominio tecnico.  Di lì , a fronte di proteste studentesche , di movimenti libertari , di protesto verso il razzismo e contro la guerra ,il paese voltò pagina e quei sogni di diritti uguali per tutti e di uguaglianza anche per le minoranze , ora maggioranze , si volse rapidamente verso l’oligarchia ed il dominio dell’economia della moneta e  della finanza nella vita sociale e politica. La concentrazione di ricchezza fine a sé stessa e non alla  ricostituzione di un benessere condiviso distrugge la società perché all’aumentare della disuguaglianza esplodono le patologie sociali . La piena asimmetria tra l’andamento del capitale sociale ed economico è espresso dai seguenti grafici  già presentati nel precedente lavoro:

 

 

 

I grafici mostrano la correlazione tra società ( capitale sociale ) ed economia ( capitale economico )  ; in particolare nell’ultimo si evidenzia la svolta di tutte le grandezza da un andamento positivo ad uno negativo  a partire dagli inizi degli anni settanta dopo la svolta della convertibilità in oro del dollaro , Si può notare anche lo sviluppo industriale della manifattura cinese che diventerà la fabbrica del mondo grazie al mantra  “ creare valore per gli azionisti “ alla fine degli anni ottanta quando la delocalizzazione diventerà la via più breve per realizzare il massimo profitto e la conseguente liquidità ; si aprirà la strada alla cultura del monetarismo metafisico. Per ritornare al tema dei fini e dei mezzi la buona società dovrebbe restare il fine e l’economia il mezzo per la realizzazione di una felicità che non ha solo una dimensione materiale misurabile ma anche una dimensione spirituale espressa dal grado di relazione associativa che lega gli uomini in una comunità condivisa ma non subita soltanto . La conseguenza culturale è la dimensione della felicità solo materiale che viene espressa dalla quantità di beni e risorse a disposizione di persone per il loro singoli bisogni ; realizzare questa felicità genera  una lotta infinita  tra persone , gruppi , lobbies.., per accumulare risorse che rispetto a bisogni e desideri illimitati sono finite ma il bisogno personale non ammette deroghe e giustifica la normalizzazione di comportamenti illeciti ed amorali . Se la finanza diventa il mezzo che consente la più rapida accumulazione giustifica il suo innalzamento a verità incontrovertibile ma le conseguenze di questo modello culturale sono di fronte agli occhi di tutti anche se molti non le vogliono vedere .

I grafici sopra presentati mostrano l’evidenza dei fatti ma in particolare va evidenziato l’arco temporale determinate nel quale la storia della moneta e della finanza cominciano ad assumere una posizione dominante nel modello socioculturale in quanto più rappresentative o coerenti con l’evoluzione dello stesso verso un sistema di tipo individualista e materiale il cui dogma è : tutto e subito e gli altri non importano.

(*) Professore Emerito Università Bocconi

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