Sono c 450.000 i volontari russi arruolatisi “contratto” nelle forze armate russe nel corso del 2024, 30mila in più rispetto ai 420.000nel 2023.
Lo ha affermato ieri Dmitry Medvedev, vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. “Il compito che ci era stato assegnato dal presidente (Vladimir Putin) l’anno scorso è stato completato – ha affermato Medvedev all’agenzia Interfax aggiungendo “circa 450mila uomini hanno firmato un contratto per il servizio militare. Inoltre, più di 40.000 nostri cittadini si sono uniti alle formazioni di volontari e hanno partecipato all’Operazione Militare Speciale”.
Alla fine del 2023 Putin aveva detto che i due terzi dei 700 mila militari allora impiegati nella Operazione Militare Speciale erano contrattisti e professionisti e un terzo riservisti richiamati in servizio nel 2022.
Alcuni mesi fa Moscow Time riportava che lo stipendio mensile minimo di un soldato a contratto è di 210.000 rubli (circa 2.000 euro), tre volte di più del reddito medio del Paese, a cui vanno aggiunti una serie di benefit ed incentivi oltre a garanzie assicurative in caso di morte o ferimento. L’ultimo risale al novembre scorso e prevede l’azzeramento dei debiti del contrattista fino all’equivalente di 96mila.
Difficile stabilire quanti siano i militari a contratto oggi in servizio tra i circa 800 mila combattenti russi che secondo Zelensky sono impegnati nelle operazioni in Ucraina e nella regione russa di Kursk poiché il contratto prevede un anno di servizio eventualmente rinnovabile.
L’attuale composizione delle forze russe sembra favorire i progressi ottenuti sui campi di battaglia dove le forze di Mosca mantengono l’iniziativa fin dal novembre 2023, quando terminò la fallimentare controffensiva ucraina iniziata nel giugno di quell’anno.
Infatti secondo le mappe dell’ americano ISW stanno avanzando nell’oblast di Kursk verso Sudzha e da nord ovest fino ai sobborghi di Sverdikovo, a meno di 5 chilometri dal confine ucraino e non distante dalle grandi città di Sumy e Karkhiv..
Nella regione di Kursk le autorità russe stanno facendo rientrare i civili sfollati dall’area di circa mille chilometri quadrati che gli ucraini avevano occupato il 6 agosto scorso, dove ormai i russi hanno riconquistato oltre metà del territorio, dove centinaia di civili sono stati intrappolati r e si trovano ancora nelle località coinvolte nei combattimenti. Secondo Mosca molti di questi hanno subito violenze o sarebbero stati uccisi dai militari ucraini.
Progressi russi vengono anche registrati sul fronte orientale della regione di Kharkiv dove la linea di contatto ha raggiunto la periferia nord di Kupyansk, roccaforte ucraina da cui le autorità di Kiev hanno già provveduto a evacuare molti civili.
Inoltre Le truppe di Mosca continuano ad avanzare nella regione di Donetsk raggiungendo la periferia meridionale di Pokrovsk e conquistando Velyka Novosilka, definita dal ministero della Difesa russo l’ultimo caposaldo logistico fortificato ucraino nell’area meridionale della regione di Donetsk, espugnata ieri da elementi della Quinta brigata corazzata autonoma della Guardia.
Sempre nella regione di Donetsk i russi registrano progressi anche nei settori di Chasov Yar e di Toretsk, già occupate che rappresentano anche il cuore del bacino carbonifero e minerario della regione.
In direzione dell’importantissima città Pokrovsk si segnala l’avanzata delle truppe russe in un’altra zona, dopo la “liberazione” di Novoyelizavetovka, sono entrate nel villaggio di Nadeevka (Nadezhdinka in russo) assumendone il controllo. Pertanto, il fronte di avanzamento delle forze armate russe verso il confine della auto proclamata repubblica del Donetsk (DPR) con la regione di Dnepropetrovsk, si sta espandendo a ovest del tratto dell’autostrada Novotroitskoye-Novoelenovka-Yasenovoe.
Per gli ucraini la situazione si va rapidamente deteriorando in questa zona popolata, che fino a poco tempo fa era un importante snodo logistico e dei trasporti, ovvero Costantinopol, attraverso la quale, prima della perdita delle forze armate ucraine di Kurakhovo, passava il rifornimento a quella guarnigione ucraina.
Gi Elle
