Economia e Lavoro

La sicurezza che non va in vacanza. Incidenti sul lavoro incessanti

di Wladymiro Wysocki (*)

L’ estate è inoltrata ormai da giorni, vacanze e caldo sono gli ingredienti di questi mesi. Purtroppo, la spensieratezza e la leggerezza che tutti meriterebbero dopo un anno di lavoro e sacrifici viene squarciata dai drammi degli incidenti mortali che ogni giorno accadono.

Drammi che non vanno in vacanza.

Oltre alla spaventosa esplosione della stazione di benzina in Via dei Gordiani, dove si sono registrati 50 feriti e due in pericolo di vita, il mondo del lavoro registra altri incidenti che non sempre i giornali e le cronache riportano.

Meritano comunque una voce e la giusta attenzione, non solo per onorare le loro memorie e i loro familiari, ma anche per rimarcare un fenomeno che non conosce pause.

Il ministero del lavoro in questi ha accelerato i lavori per approvare un protocollo di gestione sull’ emergenza caldo, l’ Inail ha presentato il rapporto degli infortuni dell’ anno scorso con numeri oggettivamente non felici.

Eventi, situazioni dove si accendono i riflettori sulla sicurezza sul lavoro con tutte le sue problematiche.

Ma poi cosa accade?

Tutti in vacanza, ma la sicurezza non conosce intervalli, finché un lavoratore onora il proprio lavoro con sacrificio e impegno siamo tutti chiamati a garantire quelle condizioni di necessità per un luogo sano e sicuro.

Siamo abituati a interessamenti intermittenti e non con grandi risvolti risolutivi nella realtà, lo dimostra l’ ultimo in ordine cronologico il protocollo sul caldo.

Dopo l’evento tragico avvenuto in cantiere nel Bolognese, l’ultimo in cronaca è nella provincia di Frosinone nel cantiere ad Atina dove l’operaio di 58 anni, mentre stava lavorando nella posa in opera della fibra ottica, si accascia improvvisamente senza vita.

La tragedia si è consumata venerdì 4 luglio verso le ore 10 del mattino, immediati sono stati i soccorsi ma senza esito positivo.

Il 2 luglio, nel settore dei trasporti un camionista di 70 anni è stato trovato senza vita all’interno del suo mezzo poco dopo le 6.30 del mattino nel tratto di strada dell’A4 Sirmione-Peschiera del Garda, provincia di Brescia.

Con molta probabilità le cause sono riconducibili alle alte temperature di questi giorni, rendendo le condizioni di lavoro spesso estreme.

Il 5 luglio, sempre nel settore dei trasporti, sull’autostrada A1 all’altezza di Frosinone, nel Lazio, un camionista di 60 anni mentre era alla guida del suo camion si sente male, accosta il mezzo per chiedere aiuto ma poco dopo si accascia senza vita.

È stato un caso nazionale, gli operai della Electrolux che hanno abbandonato il turno di lavoro delle ore 12.15 ma le ondate record di calore di questi giorni, non dovrebbero mettere i lavoratori ad essere considerati coloro che hanno abbandonato il lavoro ma bensì che hanno rispettato delle normali procedure e regole di prevenzione.

Domenica 6 luglio, i vigili del fuoco del comando di Firenze, distaccamento di Barberino del Mugello e del distaccamento di Monghidoro del comando di Bologna, verso le ore 10.50 della mattina sono dovuti intervenire nel comune di Firenzuola, località Traversa, per soccorrere un uomo che durante le lavorazioni del suo terreno agricolo si è ribaltato con il trattore rimanendone schiacciato e perdendo la vita.

I drammi sono incessanti tanto che nella relazione annuale 2024, presentata da INAIL, lo scorso anno si sono registrati ben 593.000 infortuni denunciati con una crescita del 0,4% rispetto al 2023 e nel settore degli studenti PCTO circa 78.000 denunce con un incremento del 10,5% rispetto all’anno precedente.

Il dato dei decessi ufficiale è di 1.202 casi, il picco delle malattie professionali viaggia su numeri in costante incremento, dalla relazione Inail si legge 88.000 denunce.

Giorgia Meloni ha sottolineato che “garantire salute e sicurezza sul lavoro è una priorità del Governo”, evidenziando i molteplici provvedimenti adottati dall’esecutivo.
Fabrizio D’Ascenzo, presidente INAIL, ha illustrato le quattro direttrici operative dell’Istituto: investimenti in sicurezza, premi assicurativi agevolati, informazione/formazione e innovazione tecnologica (IA, droni, robot).

Di sicuro la situazione della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro ancora non trova una svolta decisa per i tanti obiettivi prefissati se non altro incidenti zero e morti zero.

Il tutto resta un miraggio del quale presto ci auguriamo di raggiungere e viverlo come realtà.

Oggi sul piano nazionale ci troviamo un mix di prevenzione, regolamentazioni varie, protocolli, vademecum, leggi, tutte rivolte alla risoluzione di questa guerra.

Ma forse le armi sono ancora poco efficienti o spuntate, visti gli esiti.

Oppure quello che serve, ed è più plausibile, una vera consapevolezza del lavoro e dei suoi rischi mettendo l’importanza della tutela del lavoratore come priorità aziendale.

La forbice di importanza dal lavoro e fatturato alla tutela del lavoro è troppo ampia, e ancora non solo non viene considerata prioritaria ma addirittura sottovalutata se non derisa in tante circostanze.

Sono tutte chiacchiere, non serve a niente, non cambia mai nulla, e altre frasi del genere sono ancora una ricorrenza nelle aziende.

Lavoro e prevenzione devono viaggiare in parallelo, fino a quando questo non avverrà possiamo creare tutte le sinergie istituzionali con mix di leggi fantastici ma non serviranno a niente se mai prese in seria considerazione.

Continueremo a contare le vittime del lavoro nella speranza che veramente si cambi rotta, per il bene e il futuro dei nostri figli che si troveranno a combattere una situazione ad oggi troppo lontana dalla nostra Costituzione e dalla dignità del lavoro.

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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