Civitella Alfedena (L’Aquila) Sulla vicenda delle sorelline scomparse, i carabinieri di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila e altri militari, fatti arrivare in supporto, stanno vagliando, in queste ore, i messaggi in codice scritti su alcuni pizzini, da decriptare, ritrovati nella cameretta delle sorelline, posta sotto sequestro dai giorni scorsi. Vengono esaminate anche le immagini di un video per fare luce sulla sparizione delle due ragazze di 12 e 16 anni, svanite nel nulla da Civitella Alfedena, 9 giorni fa. Le indagini sull’allontanamento delle 2 minori dalla casa-famiglia della località montana, dove erano ospiti da circa 2 anni, sono a una svolta cruciale dopo i recenti ritrovamenti. Mentre gli investigatori cercano di decifrare i biglietti secretati, con cui le piccole avrebbero comunicato con l’esterno, per comprendere se vi sia stato l’aiuto di un complice che possa aver agevolato la fuga delle adolescenti, in paese è spuntato un video delle ragazze, precedente, di qualche ora, all’allontanamento dall’istituto. Le tracce delle due si sono perse ormai da troppi giorni, lasciando l’intera comunità locale e i responsabili della struttura in uno stato di profonda ansia. Gli inquirenti continuano ad ascoltare testimoni e residenti per ricostruire con esattezza gli ultimi movimenti delle giovani prima della sparizione. É stato riascoltato dai carabinieri oggi il fidanzato 18enne di Alysia, la 16enne. Il giovane, nel primo pomeriggio, ha raggiunto anche il lago di Barrea dove si cercano le piccole ed è poi rientrato in paese. Il giovane ha vissuto qualche tempo nella struttura, che conosce benissimo, ma non avrebbe fornito elementi utili per rintracciare le ragazze. Tra le testimonianze raccolte, significativa quella di una donna che abita a pochi metri dalla Comunità, che ha riferito di aver visto le due sorelle nella serata di venerdì, mentre si trovava all’esterno della propria abitazione per innaffiare i fiori. La signora ha precisato che in quel momento, le due, erano accompagnate dall’educatore della struttura. Al vaglio dei carabinieri c’è però anche un filmato dell’impianto di videosorveglianza di un bar del paese, in cui si vedono le due sorelle, sole, sedute al ‘Bar Lupo’ la sera di sabato 6 giugno dopo le 21, una manciata di ore prima dell’allontanamento definitivo. Sul caso, la Procura della Repubblica del Tribunale di Sulmona, in provincia dell’Aquila, ha fatto il punto stamane in un incontro al vertice, a Palazzo di giustizia, con le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Il procuratore capo, Luciano D’Angelo, ha contattato telefonicamente la Procura di Cassino, titolare di una parte del fascicolo legato al contesto familiare delle due sorelle, dato che la famiglia è originaria di quel territorio. Le indagini a Cassino si concentrano proprio sulla complessa situazione dei genitori separati e sui relativi provvedimenti civili e penali: sulla madre pende infatti un provvedimento di decadenza dalla responsabilità genitoriale, mentre al padre, Stefano Di Giacinto, la responsabilità genitoriale è stata nuovamente riconosciuta alla fine dello scorso maggio. Il papà delle due giovani, Di Giacinto, ha visionato i filmati del bar, acquisiti dai carabinieri, confermando che si tratta proprio delle sue ragazze. In merito alla denuncia del genitore, che ha accusato i vertici dell’istituto che ospitava le figlie adolescenti, è intervenuto Maurizio Volpini, presidente e rappresentante legale di OfH, la società che gestisce la casa-famiglia di Civitella. Volpini ha difeso l’operato della struttura affermando che da parte loro c’è sempre stata “massima serietà e correttezza gestionale”, aggiungendo che “siamo tranquilli, se è il caso di difenderci lo faremo nelle sedi più opportune”. I carabinieri proseguono gli accertamenti a ritmo serrato anche analizzando i tabulati telefonici nel tentativo di riportare a casa le due minori sane e salve.
