di Proto Casciani
“Le preferenze? Come sa, appartengono da sempre alla cultura politica di Fratelli d’Italia”. Lo dice al Foglio Arianna Meloni. “Noi le rivendichiamo, le preferenze, perché siamo convinti che la migliore rappresentanza nasca dalla libera scelta degli elettori”, aggiunge la responsabile della segreteria politica di FdI. E a chi sostiene che le preferenze siano uno svantaggio per le candidate, replica: “Io penso che le donne non debbano essere protette dalla competizione. Penso che debbano essere messe nelle condizioni di competere ad armi pari”. “Le preferenze premiano chi è capace di costruire consenso, radicarsi sul territorio, dimostrare il proprio valore. E le donne, di questo, sono perfettamente capaci”.
Cirielli (FdI), bene Meloni su preferenze, più democrazia parlamentare
“Il tema delle preferenze tocca il cuore della rappresentanza parlamentare. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un decisivo allontanamento del rapporto diretto tra cittadini ed eletti: purtroppo i deputati e senatori sono di fatto divenuti espressione delle lobby di potere nei partiti e non degli elettori. Per questo motivo considero importante la posizione espressa dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a favore del ripristino delle preferenze. È una scelta che va nella direzione di rafforzare la democrazia parlamentare e il legame di responsabilità tra chi viene eletto e i cittadini”. Lo ha dichiarato Edmondo Cirielli, Coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia. “È significativo che questa apertura arrivi proprio da un leader politico che dimostra di non voler concentrare su di sé un potere eccessivo nella selezione della classe dirigente. E fa onore al leader di Fdl, Giorgia Meloni, difendere la democrazia parlamentare contro l’oligarchia dei leader; potere che evidentemente non apprezza neanche per sé stessa”, ha aggiunto Cirielli. “Naturalmente nessuno ignora i limiti che il sistema delle preferenze ha evidenziato nel passato. Sono note le criticità legate a fenomeni di clientelismo in alcune realtà del Mezzogiorno e all’eccessivo ricorso alle risorse economiche nelle campagne elettorali in altre aree del Paese. Si tratta, però, di distorsioni patologiche che devono essere prevenute e contrastate, ma non di caratteristiche fisiologiche del sistema. Parafrasando Winston Churchill a proposito della democrazia, si potrebbe dire che le preferenze sono un pessimo sistema ma il migliore provato finora”, ha concluso Cirielli.
