Il Papa, in un messaggio all’incontro interreligioso che si tiene ad Astana (Kazakistan), sottolinea “il ruolo vitale del dialogo interreligioso in un’epoca segnata da violenti conflitti”. E’ necessario dunque promuovere “il dialogo e la cooperazione, fondati sulla nostra innata consapevolezza dell’interdipendenza che lega individui e nazioni. Da questa prospettiva, lavorare insieme in armonia non è semplicemente una scelta pragmatica, ma un riflesso dell’ordine più profondo della realtà. È in linea con il tessuto stesso della nostra esistenza condivisa come membri dell’unica famiglia umana”. Per il Papa “tale collaborazione non è un invito a cancellare le differenze, ma piuttosto un invito ad accogliere la diversità come fonte di reciproco arricchimento”. I cattolici cercano dunque “di promuovere un’autentica sinergia portando i doni distintivi di ciascuna tradizione alla tavola dell’incontro, dove ogni fede contribuisce con la sua saggezza e compassione uniche al servizio del bene comune”. Papa Leone ricorda dunque “lo storico incontro di preghiera dei leader religiosi ad Assisi nel 1986, convocato da Papa Giovanni Paolo II” che “ha dimostrato che non può esserci pace tra le nazioni senza pace tra le religioni. Più recentemente, il Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune, firmato ad Abu Dhabi nel 2019 dal mio venerato predecessore Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ha offerto un chiaro modello di come la sinergia religiosa possa promuovere la pace e la coesistenza globali”. Prevost ricorda anche che la cooperazione tra le diverse fedi si traduce “in azioni concrete: quando si verificano disastri naturali, quando i rifugiati sono costretti a fuggire o quando le famiglie soffrono di estrema povertà e fame, le comunità di fede spesso si uniscono, lavorando fianco a fianco per portare sollievo e speranza ai più bisognosi”. “Il futuro che immaginiamo – un futuro di pace, fraternità e solidarietà – richiede l’impegno di tutte le mani e di tutti i cuori”, conclude Papa Leone sottolineando che “la sinergia diventa un potente segno di speranza per tutta l’umanità, rivelando che la religione, nel suo cuore, non è fonte di conflitto, ma fonte di guarigione e riconciliazione”.
