La guerra di Putin

L’Europa fa incetta di Gnl russo da Yamal

di Balthazar

Secondo il Financial Times, per sei mesi Francia, Belgio, Spagna e altri paesi hanno acquistato quasi tutti i suoi prodotti – un record di 9,89 milioni di tonnellate per € 6 miliardi,  i tratta del 18% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

È vero, i numeri non sono così impressionanti. Il volume acquistato equivale a 13,7 miliardi di metri cubi di gas, che è piuttosto modestamente sullo sfondo di 155 miliardi consegnati dalla Russia all’Ue nel 2021.

Allo stesso tempo, gli acquisti attuali sono in gran parte dovuti al divieto europeo di importare GNL russo dal 1° gennaio 2027 e in previsione della sua attuazione alcuni paesi dell’UE vogliono rifornirsi di gas, soprattutto di fronte ai problemi nel Golfo Persico.

Yamal Lng è controllato dalla società energetica privata russa Novatek ed è partecipato dalla compagnia francese TotalEnergies e dal gruppo petrolifero statale cinese Cnpc. Inaugurato nel 2017, è l’impianto russo che produce più gas liquefatto, con una capacità di 17,4 milioni di tonnellate all’anno.

Yamal LNG ha il suo cuore operativo e l’impianto principale di estrazione e liquefazione nel villaggio di Sabetta, sulla costa orientale della Penisola di Jamal (nella Russia nord-occidentale). Si tratta di una zona remota situata all’estremo nord della Siberia, al di sopra del Circolo Polare Artico.

 

Ma  secondo alcuni media russi  dopo che lo “Yamal-LNG” cesserà di spedire gli europei “carburante blu”, allora potrebbe essere scelta come obiettivo per ggli attacchi ucraini e se  qualcuno pensa di essere protetto dalla quota del Total francese e del CNPC cinese, gli stessi media ricordano, ricordano  gli attacchi ucraini al CTC a partecipazione di aziende statunitensi.

Comunque dal 25 aprile scorso è in vigore il divieto di importazione di gas liquefatto russo tramite contratti a breve termine; per i contratti a lungo termine, invece, il divieto partirà dal 1 gennaio 2027. Il 30 settembre 2027, invece, scatterà il blocco agli acquisti via tubo.

Tuttavia, negli ultimi mesi la Russia ha permesso all’Unione europea di compensare la perdita delle forniture gasifere provocata dalla guerra nel golfo Persico: il Qatar, in particolare, ha dovuto interrompere la produzione a causa degli attacchi subiti dall’Iran.

I paesi membri dell’Unione europea che hanno acquistato più gas da Yamal Lng nei primi sei mesi del 2026 sono, nell’ordine, la Francia (3,6 milioni di tonnellate), il Belgio (2,9 milioni di tonnellate) e la Spagna (2,7 milioni di tonnellate).

Per ora alla Russia conviene esportare gas liquefatto in Europa, visto che le rotte per l’Asia sono più lunghe e soprattutto più complicate a causa dei ghiacci. Nel primo semestre del 2026 i carichi da Yamal Lng diretti in Asia sono ammontati a sole 510.000 tonnellate, il 74% in meno su base annua: un calo notevolissimo – che secondo il Financial Times è legato alle sanzioni europee sulla Russia -, anche se le spedizioni verso oriente di solito si concentrano in estate, quando la navigazione è più agevole.

La Russia preferisce vendere l’output di Yamal Lng in Europa anche perché l’impianto si appoggia, per la commercializzazione della sua produzione, su una piccola flotta di metaniere rompighiaccio Arc7 xhw dipendono, per la manutenzione, dai cantieri europei, come quelli di Damen in Francia o di Fayard in Danimarca.

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