di Riccardo Bizzarri (*)
C’era una volta il confronto politico. Oggi, al suo posto, va in scena il teatrino elettrico tra Carlo Calenda e Flavio Cattaneo, un duello verbale che somiglia più a un episodio di Beautiful con la bolletta in mano che a un dibattito sull’energia.
Tutto nasce da un forum della Coldiretti, perché si sa, niente come una fiera agricola è adatta per parlare di Enel e capitalismo di Stato. Calenda, in vena di sincerità agricola, ha detto più o meno: «Cattaneo guadagna con i soldi delle nostre bollette e si prende pure il bonus, e per giunta è un po’ cafone».
Cattaneo, che non è tipo da incassare in silenzio, ha risposto con la finezza diplomatica che contraddistingue la classe dirigente italiana: «Vai a lavorare, lazzarone!».
Insomma, un confronto ad alto livello. Il teatro shakespeariano della politica nostrana: “Essere o non essere… cafone?”.
Ora la lite finirà in tribunale, dove Cattaneo promette di devolvere i milioni del risarcimento al calo delle bollette. Una mossa degna del miglior marketing: pagheremo meno la luce, ma solo se prima un senatore pagherà la multa. È la prima forma di solidarietà giudiziaria energetica della storia.
Calenda, dal canto suo, sostiene di conoscere bene Cattaneo “da quando stava per far saltare in aria Tim”. Un’amicizia, evidentemente, fondata su un filo elettrico scoperto. Il leader di Azione, sempre pronto alla metafora manageriale, ribadisce che “il problema è quando a pagare sono i cittadini”. E qui ha perfettamente ragione: peccato che lo dica tra un talk show e una querela.
Il capogruppo di Azione, Matteo Richetti, entra in scena come voce della coscienza (o del copione): “È inaccettabile che un manager pubblico insulti un senatore!”. Giusto. Ma in un Paese dove gli insulti istituzionali ormai fanno parte della riforma costituzionale non scritta, l’indignazione rischia di sembrare un atto d’ingenuità.
Cattaneo, infine, chiude il sipario con una nota da supereroe delle bollette: «Così almeno Calenda farà qualcosa per i consumatori». E giù la promessa di devolvere tutto “per abbassare il costo dell’energia”.
Un gesto nobile: Robin Hood in giacca blu elettrico, ma che invece di rubare ai ricchi, querela i politici.
Morale?
In un Paese dove l’energia costa cara, ma la politica ancora di più, almeno ci resta l’intrattenimento.
E se la prossima volta ci faranno pagare un extra in bolletta, probabilmente sarà la voce “Spettacolo di varietà Calenda-Cattaneo, prima stagione”.
(*) Giornalista
