Medicina

MALATTIE NEUROMUSCOLARI, A ICNMD LA SVOLTA DELLE NUOVE CURE

A FIRENZE CONGRESSO INTERNAZIONALE, TOSCANO: SCELTA ITALIA NON È CASUALE

 

 

 

Le malattie neuromuscolari pongono nuove sfide alla comunità medica e scientifica, ma sul versante delle terapie i nuovi trattamenti segnano progressi significativi per la salute dei pazienti affetti da patologie rare. Nella cinque giorni del congresso internazionale sulle malattie neuromuscolari Icnmd 2026, in corso alla Fortezza da Basso a Firenze dal 7 all’11 luglio, sono questi i temi caratterizzanti che hanno richiamato nel capoluogo toscano oltre 2 mila fra neurologi, genetisti, pneumologi, fisiatri e altri specialisti. In ambito scientifico una fonte di richiamo sono state indubbiamente le nuove opzioni terapeutiche in casi come quelli associati alla malattia di Pompe a esordio tardivo. “La scelta dell’Italia non è casuale- spiega Antonio Toscano, docente di Neurologia all’università di Messina, direttore del centro Ern-Nmd e coordinatore dell’evento- l’Italia ha una grandissima tradizione nell’ambito delle malattie neuromuscolari. Siamo da anni fra i primi quattro-cinque Paesi come produzione scientifica. Quindi dopo aver avuto il congresso nel 1969 e nel 2010, abbiamo fatto in modo di riportarlo in Italia e la scelta è caduta su Firenze. È stata una scelta ottima”.  Del resto, evidenzia Toscano, “questo congresso ha probabilmente il più alto numero di frequentatori fra i congressi di malattie neuromuscolari: parliamo di circa 2.500 iscritti al

congresso da 77 Paesi, cinque giorni continui di workshop, plenarie, conferenze, comunicazioni orali, poster.  Quasi 550 contributi da tutti i Paesi, credo che sia un record assoluto. E

l’Italia è proprio il posto giusto per fare un tipo di congresso di questo genere”.    Un appuntamento che, peraltro, si fa forte del cospicuo incremento delle opzioni terapeutiche per i pazienti.    “Negli ultimi due anni abbiamo avuto due nuove terapie per la malattia di Pompe a esordio tardivo che si associano a quella precedente- ricorda il docente di neurologia- si tratta di un numero di terapie veramente importante per una malattia rara, così rara, ma è importante sottolineare che anche in altri settori delle malattie muscolari e neuromuscolari per esempio nell’ambito della miastenia, delle neuropatie periferiche genetiche tipo la neuropatia amiloidosica, delle malattie muscolari altre tipo la distrofia di Duchenne sono emerse terapie che hanno cambiato la storia naturale della malattia”.

Una svolta c’è stata, fra le altre, nell’ultimo lustro anche nell’ambito dell’atrofia muscolare spinale: “I bambini non riuscivano a sopravvivere oltre l’anno e mezzo- ricorda Toscano- adesso vivono e camminano e la storia è completamente cambiata”. In questo senso, pertanto, “il campo delle malattie neuromuscolari negli ultimi cinque anni è stato quello, forse, in maggiore evoluzione rispetto a qualsiasi altra area della neurologia”, conclude lo specialista.

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