Cronaca

Maltempo: testimoni su ponte Trigno, auto passavano nonostante blocco. Ritrovata targa auto dispersa

di Monica Vignale (*)

Campobasso – La targa dell’auto dell’uomo disperso dal 2 aprile, del quale non si hanno più notizie dalle 9 del mattino, è stata ritrovata oggi tra un albero e un pilone del ponte crollato sul fiume Trigno, sulla statale 16. Era ancora attaccata al paraurti della Fiat Bravo. Quella guidata da Domenico Racanati, 53 anni, pescatore di Bisceglie in viaggio verso Ortona per ritirare documenti legati all’acquisto di un peschereccio. Le ricerche sono proseguite per tutta la giornata con i vigili del fuoco e i militari della Guardia costiera, anche alla presenza della procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che ha aperto da ieri un fascicolo d’inchiesta per crollo colposo, ora trasformato – come lo stesso capo della procura frentana chiarisce – in omicidio colposo. Gli inquirenti, sulla base di filmati acquisiti e testimonianze, non hanno più dubbi che l’auto sia stata inghiottita dalla furia del fiume dopo che il ponte, sul quale erano in corso lavori da mesi, si è spezzato scivolando di sotto. Si stanno utilizzando anche apparecchiature speciali per scandagliare i fondali del fiume e, con la fine della pioggia torrenziale che ha messo in ginocchio per tre giorni il Basso Molise e l’Abruzzo, le operazioni potrebbero diventare più agevoli.

Parallelamente però si indaga anche su possibili forzature del blocco stradale. Il ponte crollato giovedì mattina era stato chiuso al traffico già dalla sera precedente, non per problemi strutturali ma per allagamenti della Statale 16 dovuti all’esondazione del Trigno, che avevano compromesso la viabilità. Nonostante questo, diversi veicoli avrebbero comunque transitato nel tratto interdetto. È quanto emerge da testimonianze raccolte e da elementi al vaglio degli inquirenti. Lo stesso automobilista che è riuscito a salvarsi – perché le auto coinvolte erano due – ha ammesso che da lì si passava.

Secondo quanto comunicato da Anas, il tratto risultava chiuso dalle 19 del giorno prima, nel pieno dell’emergenza, con barriere di plastica new jersey e segnaletica tra Petacciato e San Salvo Marina. Tuttavia, dalle verifiche e dai filmati analizzati, risulterebbe il passaggio non autorizzato di almeno due veicoli: uno precipitato nel fiume, l’altro fermatosi poco prima del cedimento. Testimonianze raccolte però riferiscono anche di ulteriori tentativi di attraversamento nelle ore precedenti al crollo, persino da parte di mezzi pesanti, respinti dal personale presente.

Al centro degli accertamenti ci sono anche le modalità di interdizione del tratto e l’effettiva presenza di presidi di controllo, oltre alla gestione delle barriere. D’altronde, come segnalato dal sindaco di San Giuliano di Puglia Antonello Nardelli dopo la frana sulla provinciale 40, automobilisti avrebbero spostato transenne e divieti installati in questi giorni, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Nel caso del ponte sul Trigno, però, non risulterebbero manomissioni dirette delle barriere: il sospetto è piuttosto che alcuni automobilisti, compreso lo stesso disperso, abbiano aggirato l’ostacolo percorrendo un breve tratto contromano prima di rimettersi sulla corsia in direzione nord.

L’ultima chiamata di Racanati alla moglie risale alle 9 del mattino, come ha riferito la donna, mentre l’ultima posizione del telefono cellulare lo colloca a Termoli. Le ricerche proseguiranno anche sabato, quando il miglioramento delle condizioni meteo dovrebbe favorire le operazioni. L’emergenza maltempo sta gradualmente rientrando, ma il bilancio resta pesante: il Basso Molise è ancora in gran parte coperto di fango e i danni sono stimati in centinaia di milioni di euro.
(*) La Presse

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