Doppio attacco del Pd al Presidente del Consiglio Meloni, con due big del partito di Elly Schlein, Francesco Boccia, Capogruppo al Senato e Nicola Zingaretti, ex Segretario e oggi Cpo Delegazione del Pd al parlamento europeo
Governo: Boccia, Meloni naviga a vista, vive solo di toppe e annunci
Giorgia Meloni “vive di toppe, annunci e provocazioni. Non gestisce nessuna delle crisi in corso: arranca, insegue i problemi”. Lo dice, in un’intervista a ‘Repubblica’, Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato. La premier invece dice che mentre lei lavora per il Paese, voi “criticate dal divano”. “Non ce la fa – aggiunge -, è più forte di lei. Mai una volta in quattro anni che abbia davvero cercato di collaborare con l’opposizione. Evidentemente la lezione del referendum non le ha insegnato nulla. Quando andranno a casa – e sarà sempre troppo tardi – agiremo all’opposto: davanti alle emergenze nazionali, la prima mossa che faremo sarà chiamare le minoranze per coinvolgerle, e non per informarle, a cose fatte, attraverso la propaganda”. “Meloni improvvisa un tour dalla sera alla mattina come se fosse l’amministratore delegato aggiunto dell’Eni. Per carità, se torna in Italia con prezzi più bassi per l’energia siamo tutti contenti, ma quanto può durare? Ora è sempre più evidente: si naviga a vista. La premier agisce da sola, nei suoi tentativi manca sempre l’Europa. Se per tre anni vivi di propaganda e di interventi spot, quando poi arriva lo shock globale sei più debole. Ora il Paese ne paga il prezzo”, aggiunge. Il rapporto deficit/Pil secondo l’Istat è al 3,1%? “Salta – risponde Boccia – la narrazione di un governo che si era venduto anche ai mercati come garante del rigore e della credibilità. Se l’indebitamento rimane a questo livello, il quadro di finanza pubblica ovviamente si complica e si restringono anche gli spazi per gli interventi futuri”.Critiche anche sul fronte interno. Il taglio delle accise viene definito dal capogruppo dem al Senato “poco più che un tampone”. Quanto al dibattito sul Patto di stabilità, Boccia parla di “contraddizione politica” del centrodestra: “Se metti insieme le proiezioni di Palazzo Koch e l’analisi dell’Istat, hai una perfetta fotografia del fallimento delle loro politiche economiche. Hanno lasciato il Paese esposto ai venti forti delle crisi internazionali”.
Sul ridiscutere il Patto di stabilità in Europa il presidente dei senatori dem osserva che “sarebbe prima di tutto una contraddizione politica: negli ultimi anni hanno sempre fatto l’occhiolino ai conservatori tedeschi, che sono i più restii a rivedere i vincoli. Certo, può essere un’ipotesi. Quello che io contesto alla destra è che valutano di chiedere più debito senza avere una strategia su come usarlo”. La linea del Pd, conclude, è diversa: “Prima del debito, andiamo a prendere l’extra-gettito dovuto ai rincari energetici e utilizziamolo per proteggere i redditi delle famiglie vulnerabili e delle piccole imprese”.
Poi Nicola Zingaretti, Capo delegazione del Pd al Parlamento europeo in una intervista a La Stampa
Governo: Zingaretti, referendum monito che in democrazia non si comanda
“La destra egemone in questo momento della storia è più liberticida che liberale. Pensa che il problema sia abbattere le regole e valori condivisi del dopoguerra. Ecco perché la vittoria del No è stata una svolta. Ha colpito un pilastro ideologico della destra italiana: comandiamo noi e ora a colpi di maggioranza riscriviamo valori e regole Costituzionali”. Lo dice Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, in un’intervista al quotidiano Domani.
“Ma in democrazia si governa, non si comanda, gli italiani lo hanno deciso il 2 giugno 1946 con quella straordinaria vittoria della Repubblica. E le ragazze e i ragazzi di oggi, protagonisti assoluti della vittoria di questo referendum, hanno raccolto quel testimone, con un protagonismo meraviglioso. Solo gli stolti non lo avevano capito. Ora, di quattro anni di governo, alla destra resta ben poco da valorizzare”, aggiunge.
Sinistra come araba fenice, risorge quando riscatta le persone
“Sono da sempre e notoriamente uno strenuo difensore della cultura unitaria. E per questo ho pagato anche un prezzo quando andava di moda il ‘pochi ma buoni’. Ma sono felice che dopo l’era delle scissioni, la disfatta del 2018 e quella del 2022, tutti ora scommettono sull’unità. Ma l’unità, e aggiungo l’apertura, non possono essere un feticcio, sono una condizione indispensabile per muoversi insieme. Serve una sinistra con la testa nel futuro. Dopo anni di subalternità abbiamo finalmente capito che il nostro ruolo è e deve continuare ad essere quello dei garanti della difesa della dignità umana. E promotori di un nuovo modello di sviluppo al servizio della persona e del pianeta. Bene: allora dobbiamo trovare risposte sul come questo si realizza, oggi, nel tempo in cui il nuovo tecnocapitalismo rifiuta compromessi sulla ridistribuzione della ricchezza, sulla difesa delle regole della democrazia, e aggredisce l’Europa perché garante di principi universali. Siamo stati protagonisti della rivoluzione industriale non lo siamo della rivoluzione digitale e dell’Ai che cambia non solo il modo di produrre ma la cultura, i consumi le relazioni sociali le relazione tra persona e il mondo. In tanti producono ricchezza per pochissimi, la democrazia e i principi di uguaglianza sono già quotidianamente violati. La sinistra è come l’araba fenice, sembra che muoia ma risorge quando riesce a trovare il modo di riscattare l’umano”, aggiunge.
Primarie non tema oggi, non credo Schlein rischi perderle
“Il nostro obiettivo è chiaro. L’Italia con vittoria del No ha difeso la Costituzione, e non era scontato. Ora noi abbiamo il dovere di attuarla perché in troppe parti non è realizzata, e questo produce spesso disincanto e delusione. La nostra missione è dare vita a una nuova alleanza, indicare politiche per attuare i principi e valori nei quali gli italiani credono. Occorre una “ricostituzione italiana” per ricreare speranza. A noi sta il compito di chiamare l’Italia a capire come realizzarla, e vincere. Alle primarie può andare un’alleanza che condivide un obiettivo e una proposta di governo. Ora occorre un salto di qualità, riscoprire l’empatia e la solidarietà delle opposizioni, che devono unirsi non solo ‘contro’ la destra ma per un’alternativa. Lo spazio c’è ed è immenso. Vogliamo che gli italiani stiano bene, vivano sicuri e abbiano un futuro. La destra lo ha promesso ma ha fallito. Ora tocca a noi avanzare una proposta”, aggiunge. Elly Schlein rischia di perdere le primarie? “Non lo credo, francamente – risponde – E non è il tema di questi giorni. Il tema è rafforzare visione, contenuti e missione comune che facciano sentire tutte e tutti a casa e protagonisti. A prescindere da chi guiderà la coalizione”.
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