Mentre in diverse città continuano le manifestazioni contro vaccini e Green Pass, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna a parlare della vaccinazione come “dovere civico e morale”. E spiega che “invocare la libertà di non vaccinarsi è in realtà una richiesta di licenza di mettere in pericolo la salute e la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi costringe gli altri a rinunciare alle proprie libertà e alla normalità di vita”. Ecco una parte dell’intervento svolto dal Capo dello Stato a Pavia: “Poc’anzi, il Professor Bruno ci ha reso evidenti, non soltanto con l’ultima citazione fatta ma con tutto lo sviluppo della sua esposizione, quanto dobbiamo alla scienza, quanto questa ci ha consentito in tempo straordinariamente breve di superare i pericoli maggiori della pandemia.
Questa condizione sottolinea non soltanto la riconoscenza nei confronti della scienza e della ricerca ma il dovere di sorreggerla, non soltanto in momenti di emergenza, ma in qualunque tempo e in qualunque circostanza e condizione. Il Professor Bruno ha anche fatto un riferimento alla salute come al bene pubblico. Vorrei riprendere questa considerazione, questa opportuna considerazione, che richiama alla responsabilità sociale e richiama in questo momento, in questo periodo, al dovere – vorrei dire anche qui – morale e civico della vaccinazione. Questo è lo strumento che, in grande velocità, la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus, e sta consentendo di superarne le conseguenze non soltanto sulla salute, ma anche economiche e sociali. Questo è lo strumento che la scienza ci ha consegnato in breve tempo, in tempo straordinariamente breve – ripeto – con una grande collaborazione internazionale. Anche qui il mondo scientifico è stato di esempio nella comunità internazionale, richiamando l’utilità, l’importanza e la irrinunziabilità della cooperazione internazionale sotto ogni profilo, non soltanto quando vi sono emergenze sanitarie. Questo richiama nel nostro Paese, come in tutti, al senso di responsabilità comune, che ciascuno deve avvertire. Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quell’invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi – naturalmente con l’eccezione di coloro che non possono farlo per motivi di salute – e comunque di svolgere una vita normale, frequentando luoghi condivisi, di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita, a quella che poc’anzi la Ministra Messa chiamava ‘la possibilità di impadronirsi e di recuperare in pieno luoghi, modi, tempi di vita’. Ma io vorrei pensare soprattutto alla stragrande parte dei nostri concittadini che invece, con grande senso di responsabilità, ha adottato scelte e comportamenti responsabili, appunto. Ma non posso non dire una parola sui fenomeni e sulle espressioni di violenza, di minacce che affiorano in questo periodo contro medici, contro scienziati, contro giornalisti, contro persone delle istituzioni. Sono fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza. La violenza e la minaccia di violenza va anche sanzionata con doveroso rigore, per tutelare coloro che – la stragrande maggioranza dei nostri concittadini – ha adottato comportamenti responsabili, avvertendo il comune dovere di solidarietà. Questa capacità dei nostri concittadini – che meritano apprezzamento costante nella stragrande maggioranza della composizione del nostro Paese – ha consentito la ripresa. Gli atenei riprendono in presenza, le scuole riaprono, e contiamo che riaprano in regolare condizione. L’economia è ripartita. Oggi il governo ha fatto presente che i dati della ripresa economica sono di straordinario carattere positivo. Tutto questo è stato possibile, tutto questo è possibile e sarà sempre più sviluppato perché contrastiamo la pandemia con comportamenti responsabili, con la vaccinazione, con comportamenti di prudenza che non contrastano con la normalità della vita. Questo è quello che fa la stragrande maggioranza dei nostri concittadini. E nei loro confronti desidero esprimere apprezzamento, riconoscenza e ammirazione per il senso di responsabilità. In questo, su questo versante dei doveri civici, gli atenei hanno un grande ruolo da svolgere. Come questo Ateneo, sono comunità di vita, aperte, non soltanto al territorio ma al mondo, che consentono cioè di formare e trasmettere, oltre che conoscenza, indicazioni, criteri e modalità di comportamento”.
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