Il governo spagnolo ha pubblicato sulla propria pagina web rapporti e documenti dell’intelligence, polizia e Guardia Civil relativi all’ingresso in massa di migranti a Ceuta a fine luglio. Dai documenti emerge che il Centro Nazionale di Intelligence, il 29 luglio, ovvero un giorno prima dell’ingresso di oltre 70mila persone nell’exclave, avvertì il Marocco e anche la delegazione del governo centrale di appelli che invitavano ad assaltare Ceuta. In particolare il Cni inviò un avviso ai servizi di intelligence marocchini riguardante inviti all’azione su WhatsApp, con nomi come ‘Assalto alla recinzione di Ceuta’ e gruppi Facebook. L’agenzia spagnola disse di essere a conoscenza della “pianificazione di diversi tentativi di ingresso a Ceuta, sia a nuoto sia attraverso la barriera, approfittando delle celebrazioni della Festa del Trono”, che si svolge il 30 luglio. Tra le informazioni declassificate dal governo c’è anche una conversazione WhatsApp tra un membro del Cni a Ceuta e la segreteria della delegazione del governo spagnolo nell’exclave. L’agente scrive: “sui social media c’è un appello per un assalto alla recinzione e un ingresso via mare domani alle 20:00. Stanno approfittando dei festeggiamenti per la Festa del Trono. Ci sono due gruppi distinti con un totale di 180.000 follower. Tanto per dare un’idea della portata”. Dopo l’avviso si tenne una chiamata tra le due parti di 11 minuti. Poi le valutazioni del Premier spagnolo Sanchez.
Sanchez: “Nessuno ha previsto crisi migratoria a Ceuta”
In Spagna, dopo che l’esecutivo ha declassificato e pubblicato i rapporti di intelligence, Guardia Civil e polizia riguardanti la crisi a Ceuta, si è scatenato un dibattito sugli avvisi emessi dagli 007 riguardanti la campagna social che esortava la gente a entrare in massa nell’exclave. Secondo il governo spagnolo questi avvisi non potevano però essere interpretati come una previsione di quanto poi sarebbe accaduto a fine luglio. Sul tema è intervenuto lo stesso premier Pedro Sanchez che ha ribadito che nessuno, né in Spagna né in Europa ha previsto che a Ceuta sarebbero arrivate oltre 70mila persone. “Il 29 luglio, il Centro Nazionale di Intelligence ha informato la delegazione del governo a Ceuta che in due gruppi Facebook circolava un appello a entrare illegalmente in città durante la settimana delle celebrazioni della Festa del Trono. Ha aggiunto che questi gruppi contavano ‘complessivamente 180.000 follower’, in modo che i suoi contatti potessero ‘farsi un’idea della portata del messaggio’. L’esistenza di questa campagna era nota ad altre istituzioni ed era sotto monitoraggio, ma non costituiva in alcun modo, né poteva essere interpretata come, un indicatore della portata, della natura o della probabilità di ciò che sarebbe accaduto in seguito”, ha scritto Sanchez sui social. “In realtà”, ha proseguito, “nemmeno il Cni lo ha fatto. La prova della sua prudenza risiede nel fatto che quest’agenzia si è limitata a trasmettere queste informazioni tramite sms e una breve telefonata all’Ufficio della delegazione del governo a Ceuta e all’unità UCE-3 della Guardia Civile, senza diramare ulteriori avvisi alla propria catena di comando nelle Forze Armate, nella polizia nazionale o al ministero della Difesa”, ha sostenuto Sanchez affermando che ciò “è comprensibile perché, con le informazioni disponibili all’epoca, nessuno avrebbe potuto prevedere la crisi migratoria che si è scatenata il 30 e il 31. Nessun ente competente l’ha prevista. Né in Spagna, né nell’Ue”. “Ciò che il governo e i dipendenti pubblici hanno fatto è stato agire non appena la minaccia si è concretizzata, mobilitando tutte le risorse disponibili. E continueremo a farlo finché Ceuta non tornerà alla normalità e non raggiungerà la prosperità che merita”, ha concluso il premier.
RED
Foto La Presse
