L’arrivo di 80mila persone in massa a Ceuta “è stato possibile grazie alla partecipazione del Marocco o al consenso del Marocco”, che ha avuto un “comportamento scorretto e ha mancato di rispetto non solo alla Spagna ma all’Ue”. Lo ha detto il presidente di Ceuta Juan Jesus Vivas in conferenza stampa a Bruxelles al Parlamento europeo.
Intanto nella città autonoma oltre 16mila studenti hanno fatto ritorno in classe in un clima di incertezza e sfiducia tra insegnanti e famiglie. Il ministero dell’Istruzione spagnolo ha predisposto un piano di rafforzamento della sicurezza a causa della situazione creatasi con il massiccio afflusso di migranti a fine luglio mentre non è ancora stata risolta la questione della scolarizzazione dei minori migranti non accompagnati, rimasti nell’exclave.
La ministra dell’Istruzione Milagros Tolón, che è oggi in visita a Ceuta, ha detto ieri in un’intervista alla tv pubblica Tve che la questione sarà risolta entro “poche settimane”. Tra le misure concordate in una riunione presieduta la scorsa settimana da Abelardo De la Rosa, segretario di Stato per l’Istruzione, vi è una maggiore presenza delle Forze e dei Corpi di Sicurezza dello Stato e delle Forze Armate sulle vie di accesso alle scuole, oltre alla presenza di personale di sicurezza privato all’interno di tutti gli istituti a partire dall’inizio del mese, ricorda Rtve.
Situazione insostenibile, Ue ci aiuti
A Ceuta “la situazione è insostenibile e abbiamo bisogno dell’aiuto dell’Europa per tornare alla normalità, che sarà possibile solo con il rimpatrio” dei migranti arrivati a fine luglio. Lo ha detto il presidente di Ceuta Juan Jesus Vivas in conferenza stampa a Bruxelles al Parlamento europeo. Vivas ha affermato che oggi chiederà alle istituzioni europee che “la presenza dell’Europa sia più evidente” nell’exclave spagnola “attraverso Frontex e l’agenzia europea di asilo”, “sostegno finanziario per le infrastrutture che la frontiera richiede, in modo che questa sia in mano della Spagna e dell’Europa e non di un Paese terzo” e poi “appoggio finanziario per affrontare la crisi umanitaria che l’invasione ha provocato”, in particolare per quanto riguarda i minori non accompagnati ancora presenti nella città autonoma. Vivas ha chiesto poi che l’Ue riconosca un “trattamento specifico” per Ceuta e Melilla e che si adegui il Patto Ue di migrazione e asilo alla situazione delle due città autonome, unica frontiera terrestre tra Europa e Africa.
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