Economia e Lavoro

  Moda, un tavolo al Mimit contro l’invasione di prodotti Fast Fashion

 

“Nei prossimi giorni presenteremo un provvedimento per fronteggiare il fenomeno dell’ultra fast fashion: un’invasione di prodotti stranieri a basso costo che danneggiano i nostri produttori e mettono a rischio i consumatori”: il ministro delle Imprese ed il made in Italy, Adolfo Urso, lo ha detto dopo l’incontro del 15 ottobre scorso al Ministero con le associazioni imprenditoriali del settore moda. La misura in arrivo, ha detto il ministro, “completerà il percorso avviato con l’approvazione in Commissione al Senato del primo pacchetto di interventi urgenti per certificare la trasparenza e la qualità del lavoro delle filiere, contrastando le pratiche scorrette”. Dovrebbe essere introdotta attraverso uno o più emendamenti al ddl Concorrenza attualmente all’esame in Commissione Industria alla Camera e rientrerà nel quadro della nuova direttiva Europea ERP (Responsabilità Estesa del Produttore) di settembre che sarà recepita subito in Italia, già in ottobre. Secondo Federazione Moda Italia Confcommercio, ”serve una normativa capace di riportare ordine ad un settore che si trova di fronte ad una concorrenza che non appare sicuramente leale. La regolamentazione della responsabilità estesa del produttore tessile e l’abolizione dell’esenzione dai dazi per i pacchi di valore modesto al di sotto degli attuali 150 euro, con l’introduzione di un contributo fisso (una sorta d’imposta ambientale) per ciascun pacco proveniente da Paesi terzi, da destinare ad un fondo a sostegno della digitalizzazione e della transizione sostenibile delle pmi del commercio, sono le proposte di Federmoda per ridare equilibrio e vigore anche al commercio di moda di prossimità”. Su questo da registrare anche l’intervento di Confartigianato Moda Moreno Vignolini. che ha apprezzato l’impegno del Ministro, ribadendo la necessità di garantire, con interventi mirati, qualità, tracciabilità e legalità del sistema moda made in Italy in cui operano quasi 80mila imprese con 456.000 addetti, di cui 40.515 artigiane con 129.000 occupati. Il Presidente Vignolini ha sottolineato che servono misure per premiare la legalità e la sostenibilità delle filiere produttive, ma senza penalizzare le imprese più fragili del tessuto economico. Secondo il Presidente di Confartigianato Moda, è fondamentale garantire trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, attraverso una mappatura accurata delle capacità produttive e delle organizzazioni operative dei fornitori, una giusta remunerazione delle commesse e un sistema di controlli proporzionato alle dimensioni e alle caratteristiche delle imprese.

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