“Non mi rifugio nella più doverosa riserva di quelli che saranno gli accertamenti giudiziari. Noi ci siamo sicuramente spinti a dare un’evidenza nella imminenza del fatto, dopo i primi accertamenti che le forze di polizia hanno avuto modo di acquisire, che non c’è dubbio che tutto l’episodio sembra essere avvenuto su una base di disagio psicologico, psichiatrico. Oppure questo sarà meglio qualificato, meglio accertato, ma sicuramente c’è”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo al Festival dell’economia di Trento facendo riferimento ai fatti di Modena.
Migranti, negare possano essere anche un problema è ideologia
“L’immigrazione è e deve essere soprattutto un’opportunità. Però bisogna stare attenti, perché negare che possa essere anche un problema da gestire con tutte le complessità significa fare un’operazione ideologica, che non ci porta da nessuna parte. L’immigrazione sicuramente è un’opportunità rispetto alla crisi demografica, che si riflette in una necessità anche per il nostro sistema produttivo. Non siamo di fronte a ingranaggi economici, ma a persone, esseri umani, che esprimono anche bisogni e necessità di altro genere”.
Dal 2020 diciamo che aumentano minori radicalizzati
“Bisogna fare attenzione. Ho visto che il dibattito si sta molto indirizzando verso un’ipotesi di netta distinzione rispetto ad altri motivi di ispirazione di questo fenomeno, noi non dobbiamo pensare che il disagio psicologico o psichiatrico sia confermato e sia di per sé qualcosa di diverso di tutto il resto che può stare dietro un episodio di questo tipo. Quando ci siamo spinti a dire che non appariva in una prima fase una ipotesi di radicalizzazione del soggetto, del ragazzo, è perché noi abbiamo un sistema che a oggi ci ha consentito di monitorare in maniera molto approfondita, molto accurata, e anche prevenire i casi di radicalizzazione. C’è stato un episodio di cronaca proprio ieri a Firenze di un ragazzo di 15 anni, che deve fare molto riflettere, perché noi cominciammo a segnalare dal 2020 che è sempre più crescente il numero dei minorenni radicalizzati”.
“Cpr in Albania operazione innovativa, andrà avanti”
“Il progetto dei Cpr in Albania andrà avanti, è un’operazione innovativa che caratterizzerà il nostro futuro. Le risorse spese sono state per gli investimenti, prima ancora che per la gestione. Il personale di polizia impiegato nel centro è di 200 unità e non di cinquecento”. “Nel 2025 per il Centro per i rimpatri in Albania sono stati spesi 50 milioni di euro. Lo stanziamento in bilancio prevede una copertura annua massima di 134 milioni di euro. Abbiamo rimpatriato 84 persone, tra loro condannati per omicidio, per violenza sessuale sui minori, per furti e narcotraffico”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento.
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