Trasformare il patrimonio sottratto alla criminalità in avamposti di speranza, lavoro e inclusione. È questo lo spirito di “Beni Confiscati Porte Aperte”, l’iniziativa promossa dal Comune di Napoli, dalla Fondazione Polis e da Libera presentata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo. L’evento celebra il trentesimo anniversario della Legge 109/1996, norma che ha sancito il riutilizzo sociale dei beni confiscati rendendo l’Italia un modello internazionale nella lotta alle mafie. Dal 18 al 22 maggio associazioni e cooperative del Terzo settore apriranno le porte dei beni loro assegnati a Napoli per offrire alla cittadinanza visite guidate, laboratori didattici e momenti di confronto. “Aprire le porte dei beni confiscati significa mostrare ai cittadini che la legalità non è un concetto astratto, ma un valore che produce servizi, cultura e occupazione”, dichiara la presidente del Consiglio comunale di Napoli Enza Amato, ricordando che “in questi trent’anni Napoli ha dimostrato che è possibile strappare spazi alla criminalità per restituirli alla dignità collettiva. Il Consiglio Comunale sostiene con forza questo percorso, convinto che la trasparenza e la partecipazione siano i migliori anticorpi contro ogni forma di prevaricazione”. Antonio De Iesu, assessore alla Polizia Locale e alla Legalità del Comune di Napoli, ha spiegato: “Questa iniziativa non è solo una celebrazione, ma un’operazione di trasparenza e consapevolezza. Vogliamo che i napoletani vedano con i propri occhi come un bene che un tempo era simbolo del potere criminale oggi sia diventato un centro sociale, una scuola o una cooperativa. È fondamentale, inoltre, sostenere la raccolta firme di Libera per destinare una quota del Fondo Unico di Giustizia al riuso sociale: servono risorse certe affinché questi presìdi di legalità possano essere messi in sicurezza e potenziati”. Il calendario di appuntamenti coinvolgerà l’intero territorio cittadino, con l’obiettivo di offrire una fotografia aggiornata delle oltre mille esperienze di riutilizzo attive nel Paese: dal 18 al 22 maggio porte aperte nei beni con workshop, incontri e attività culturali, in ogni sito sarà possibile firmare per chiedere che il 2% del Fondo Unico di Giustizia sia destinato stabilmente ai progetti di rigenerazione dei beni confiscati; il 23 maggio l’iniziativa culminerà nella giornata della memoria, in occasione dell’anniversario della Strage di Capaci, per ribadire il legame tra il ricordo delle vittime e l’impegno quotidiano sul campo. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il presidente della Commissione Legalità Pasquale Esposito, il referente regionale di Libera Mariano Di Palma, Enrico Tedesco per Fondazione Polis e la dirigente del Servizio Beni Confiscati Nunzia Ragosta.
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