di Wladymiro Wysocki (*)
Sarebbe perfettamente un argomento degno di una nota trasmissione televisiva e radiofonica, l’”Indignato Speciale” di Andrea Pamaparana.Tutti scioccati e delusi dal fatto che la Nazionale Italiana di calcio per la terza volta consecutiva non accede alla competizione mondiale, tanto da discuterne nei lavori al Parlamento, e nessuno si indigna del fatto che in 48 ore nel mondo del lavoro si registrano due morti.Tutta la giornata con accuse al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, e alla dirigenza della federazione sportiva di aver “rubato i sogni ai giovani” che non hanno mai visto la Nazionale al Mondiale.Pensavo che fosse uno scherzo, vista la giornata del 1° aprile per tradizione dedicata agli scherzi, invece è vero.Sono stati capaci di ergere tale fallimento sportivo al furto dei sogni di milioni di giovani che non possono gioire e tifare undici giocatori strapagati che corrono dietro a un pallone.Onestamente credo che la politica debba dare rilevo ad argomenti di vero interesse nazionale, di persone che non riescono ad arrivare a fine mese, scuole con enormi difficoltà, una sanità che ancora funziona solo a macchia di leopardo in poche città italiane, una economia in forte crisi, i prezzi in costante aumento, una difficoltà generale di poter sostenere una qualità di vita al limite della sopravvivenza.E la lista potrebbe continuare di veri fallimenti di questa nazione che mettono in crisi il futuro e i sogni ai nostri giovani.Addirittura il Parlamento si è fermato chiedendo al Ministro dello Sport di riferire con urgenza.Grave urgenza, immagino, ma dobbiamo capire per chi e per cosa.Rimanendo lucidi su questioni decisamente più serie, mentre si era distratti da una palla, in meno di 48 ore – nemmeno il tempo della partita – in Italia sono decedute due persone.Due persone e due famiglie travolte nel dramma, nel dolore, dalla disperazione e sì da sogni spezzati di un futuro felice.Peccato che queste persone non stavano giocano una partita a centinaia e migliaia di euro all’ora, stavano faticando con estremi sacrifici, rinunce per qualche manciata di euro.Soldi necessari non per la seconda macchina di lusso, la casa delle vacanze, il gioiello, ecc ma per mantenere la propria famiglia, per mandare figli a scuola, per riuscire a fare la spesa e garantire in piatto da mangiare a tavola.
Strana considerazione di indignarsi per un sogno infranto tanto da fermare il Paese e scomodare ministri, onorevoli, senatori.La gente muore per vivere e la si insulta per una partita persa.La politica deve essere al servizio del popolo, e quando il popolo attraversa periodi di crisi ha il dovere di servirla con rispetto.Nessuno ne ha parlato della vittima di 39 anni, a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno, schiacciato da una lastra d’acciaio caduta dalla gru, così di Ciro Di Martino, operaio di 49 anni, morto schiacciato da una pressa nell’azienda di Bellizzi.Tragedie che devi trovare in qualche articolo on-line, drammi che non fanno notizia nella grande comunicazione televisiva, al massimo qualche timido accenno frettoloso.Ovviamente il dramma della partita di calcio che non fa accedere la nazionale ai mondiali ha maggiore riscontro popolare.Peccato che la vita della persona non abbia la stessa ridondanza nei palazzi istituzionali, che non si fermino i lavori per chiedere al Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, di riferire in Parlamento la situazione della sicurezza nel mondo del lavoro e suoi sviluppi, progressi.Eppure ogni giorno si muore, si muore per qualche euro, si muore ogni circa otto ore e anche meno.Un dramma nazionale, quotidiano, senza fine.Morti su morti, incidenti, feriti, malattie professionali che aumentano, eppure non sembra di interesse del Governo così come una partita persa.Giusto, dimenticavo, i giocatori e gli addetti ai lavori hanno rubato i sogni dei giovani.Che dramma infinito.Lo dovremmo ricordare a questi familiari, come delle altre migliaia di vittime del lavoro, così come lo dovremmo ricordare quando si sbandiera il motto di divulgare la cultura della sicurezza.Una sicurezza sul lavoro che non esiste, non esiste la mentalità al lavoro sano e sicuro, non esiste la prevenzione come fattore cardine e primario nel lavoro.Controlli, aiuti, assistenza, ispezioni è tutto un nulla di fatto.Tante parole spazzate via dal vento, anzi, da una partita.Sarebbe bello vedere anche la metà dell’impegno profuso che è stato dedicato, nella giornata e sicuramente nei giorni che seguiranno, per il tema calcio che venisse impiegato alle vittime del lavoro e alla prevenzione, ma quella vera.Resta tanta amarezza.Proviamo a chiedere alle mogli di queste persone o ai loro figli cosa è un sogno spezzato o rubato.
(*) Giornalista
