Cronaca

No Tav: mille gli identificati, emessi alcuni divieti rientro in Italia

Sono oltre mille le persone identificate dalla Polizia di Stato durante i controlli scattati dalle prime ore di oggi sulle strade di uscita da Venaus, in Val di Susa, nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti il 25 luglio nei pressi dei cantieri dell’Alta Velocità di San Didero, Salbertrand, Chiomonte e Traduerivi. Le verifiche riguardano i partecipanti al campeggio organizzato in occasione del Festival dell’Alta Felicità e rientrano nell’attività investigativa finalizzata a individuare i responsabili delle violenze che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine. L’operazione, coordinata dalla Polizia di Stato, si inserisce nel più ampio dispositivo predisposto dopo gli assalti ai cantieri Tav. Gli agenti stanno procedendo all’identificazione delle persone in transito, raccogliendo elementi utili alle indagini ancora in corso. Parallelamente proseguono anche i controlli ai valichi di frontiera e nelle principali stazioni ferroviarie, con il supporto delle diverse specialità della Polizia di Stato, per monitorare gli spostamenti dei partecipanti alle manifestazioni. La Questura ha inoltre chiarito alcuni aspetti relativi alle notizie circolate nelle ultime ore su presunti fermi eseguiti. Secondo quanto precisato, si tratta di cittadini di origine europea sottoposti a controllo, nei cui confronti è stata applicata la normativa che disciplina l’allontanamento dei cittadini comunitari dal territorio nazionale quando ricorrono motivi di ordine pubblico. Sulla base degli accertamenti svolti, il prefetto ha emesso i decreti di allontanamento immediato, successivamente eseguiti dal questore. I provvedimenti sono stati sottoposti al vaglio del Tribunale ordinario che, nel pomeriggio, ne ha disposto la convalida. Per le persone interessate è stato inoltre disposto il divieto di reingresso in Italia per un periodo di tre anni. L’attività investigativa prosegue con l’analisi del materiale raccolto dagli investigatori per ricostruire le responsabilità individuali negli episodi di violenza verificatisi durante le proteste contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa.

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