di Sara Valerio
A sette anni dal terremoto che scosse l’Italia centrale, la facciata della Basilica di San Benedetto di Norcia, patrono d’Europa,torna ad essere visibile. È terminato lo smontaggio del presidio di messa in sicurezza posto in opera all’indomani della scossa del 2016. Una complessa ed imponentissima struttura che ha protetto le parti della basilica medioevale rimaste miracolosamente in piedi.
La fortissima scossa del 30 ottobre ha fatto crollare prima il massiccio campanile sulla chiesa, distruggendone gran parte del corpo centrale, e poi la copertura, così come è completamente crollato anche il portico del 1500 dove si allineavano le antiche “Misure”, grossi recipienti di pietra usati durante i mercati come unità di misura per le merci. Sono rimasti in piedi soltanto l’abside e la facciata trecentesca con il suo bellissimo rosone, che è riuscita a salvarsi, molto probabilmente, grazie a un intervento di consolidamento che era stato attuato con iniezioni a base di malta cementizia.
La chiesa, dedicata al santo della cittadina umbra, risale al XII secolo, ed è uno dei luoghi simbolo della cristianità. Conservava al suo interno la cripta con i ruderi di una struttura romana datata intorno al I secolo dopo Cristo, insieme a testimonianze architettoniche di vari secoli (romanici, gotici e barocchi) e a dipinti di pittori locali in cui erano raffigurati episodi della vita del Santo. Fulcro della vita sociale ed economica della città, è stata anche il centro da cui si è irradiata la storia del monachesimo occidentale, che parte proprio dalla Regola benedettina “ora et labora”.
LA REGOLA DI SAN BENEDETTO
Il maggior merito di Benedetto è di aver dato nuova e autorevole sistemazione alla complessa precettistica monastica precedente. Nella Regola monachorumsi delinea un nuovo modo di essere monaci e la vita di comunità viene definita nei minimi particolari. Alla base dei precetti: la stabilità del luogo, la scansione del tempo e l’uguaglianza nei diritti e nei doveri. Rappresentò una vera rivoluzione di pensiero e fu accolta molto favorevolmente dovunque, in particolare nei monasteri transalpini. Le intuizioni di Benedetto formarono monaci in tutto il continente esercitando un’enorme influenza tra gli ecclesiastici e i laici, lasciando un’impronta cristiana nelle popolazioni europee. Anche per questo nel 1964 fu proclamato da Paolo VI patrono d’Europa.
LA BASILICA
È stata edificata su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, nati nel 480 da una nobile famiglia, come riferisce san Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Fu eretta tra il 1290 ed il 1338 in stile romanico-gotico ma nel corso dei secoli si sono avuti rimaneggiamenti e ampliamenti.
La facciata a capanna fu costruita secondo uno schema largamente diffuso nella regione e il portale a fasci di colonne venne corredato con un gruppo scultoreo rappresentante la Madonna col bambino tra due angeli. Ai lati della lunetta furono poste due edicole con le statue dei santi Benedetto e Scolastica, a rammentare al passante la loro sovranità sulla repubblica nursina. Un rosone, attorniato dai simboli dei quattro evangelisti, sovrasta il portale. Il biancore della facciata è spezzato da marmi policromi intarsiati.
TERREMOTI
La basilica ha sempre continuato a soffrire sino ad oggi per i danneggiamenti di vari terremoti. Nel XVI secolo la struttura fu danneggiata e restaurata all’interno in forme barocche; soltanto la cripta rimase allo stato originale. Il terremoto dell’Aquila del 1703 distrusse il campanile, ricostruito poi sui canoni del precedente medievale. Nel 1997, danneggiata e lesionata notevolmente, fu sottoposta a restauro, assieme a tutta Norcia, e riaperta in occasione del Giubileo del 2000.
Nel 2019 la Basilica, insieme alla Pieve Collegiata di San Ginesio e alla chiesa di San Giorgio di Accumoli sono stati considerati come edifici di culto “simbolo”, per cui sono stati previsti interventi di ristrutturazione speciali ed unici.
Ad oggi, libera dalle impalcature di sicurezza, si potrà quindi avviare la fase del restauro della facciata stessa, che consentirà il completamento della basilica con la realizzazione degli impianti, il restauro delle superfici architettoniche interne e le opere di funzionalizzazione della chiesa stessa, con la speranza che le opere murarie possano essere completate entro il prossimo autunno, per poi passare al rifacimento degli arredi interni.
