L’obesità “è una questione rilevante, una tematica che attraversa tutte le fasce di età, da bambini fino agli adulti. Nel biennio 2023-2024, secondo il sistema di sorveglianza Passi, il 43% degli adulti in Italia risulta in eccesso ponderale: il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso. È un fenomeno crescente, ci sono tante differenze territoriali e sociali: la più frequente è tra chi ha maggiori difficoltà economiche, livelli di istruzione più bassi e in tante Regioni del Sud Italia”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al Convegno ‘Cammini di cura. Risposta della sanità pubblica nella prevenzione dell’obesità con strumenti di salute e benessere’, alla Camera.
La crescita dell’obesità si associa a un aumento di patologie cronico-degenerative, ha detto il ministro citando diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, oltre che alcune forme di neoplasia. “In questo contesto, abbiamo la parola chiave che è prevenzione”.
“Dobbiamo prima di tutto continuare a lavorare per accrescere la consapevolezza dei cittadini. Dobbiamo promuovere i corretti stili di vita, da un’alimentazione sana a una regolare attività fisica. Dobbiamo diffondere una cultura della salute lungo tutto l’arco della vita”, ha rimarcato il ministro. Per Schillaci l’educazione alla salute, a partire dalle scuole, deve avere uno spazio sempre più rilevante. “Come ministero abbiamo promosso e stiamo promuovendo diverse campagne che vanno in questa direzione. Serve la collaborazione di tutti. Penso ai pediatri, ai medici di medicina generale che sono fra i primi interlocutori dei cittadini. Penso agli specialisti. Investire sulla prevenzione significa agire direttamente sullo stato di salute della popolazione e, allo stesso tempo, sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto e soprattutto tenendo a cuore e preservando quelli che sono i suoi principi di base su cui è stato fondato quali l’equità e l’universalità”. Il ministro ha poi ricordato l’istituzione del “Fondo specifico per la prevenzione e la cura dell’obesità, rifinanziato anche nell’ultima legge di bilancio, destinato risorse per sostenere campagne di informazione sugli stili di vita”. Ma anche il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica con una legge dedicata, la 149 del 2025, evocata come un primato per l’Italia. “Penso che ora la sanità pubblica è chiamata a evolversi ulteriormente, con un modello sempre più orientato alla prevenzione e alla prossimità coinvolgendo scuole, famiglie, professionisti sanitari e associazioni e soprattutto bisogna rispondere alle esigenze vere dei cittadini. In questa direzione stiamo lavorando per avere una medicina territoriale a cui più forte con l’obiettivo di rendere i servizi più vicini ai cittadini, in particolare alle persone più fragili”, ha detto Schillaci. Le Case di Comunità, “con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, rappresentano un passaggio importante per costruire percorsi di prevenzione e presa in carico più appropriati, anche per condizioni come l’obesità che richiedono una chiara e decisa continuità assistenziale”, ha aggiunto il ministro, convinto dell’importanza di “lavorare anche sul piano culturale. L’obesità è una patologia complessa, richiede un approccio multidisciplinare ed è ancora accompagnata da troppi, tanti stigmi e pregiudizi. Bisogna superare queste barriere, facilitare l’accesso alle cure e migliorare la relazione tra paziente e sistema sanitario”, ha concluso il ministro.
